di Il Capo
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
Matteo Salvini, perennemente in campagna elettorale, ha deciso che con la politica si gioca pesante ed ha deciso di attaccare frontalmente la possibile approvazione del reato di tortura, con dichiarazioni allucinanti che spostano l’asse politico della Lega sempre più verso una destra estrema che non può che preoccupare ulteriormente.
Riporta Repubblica.it che Salvini, durante una manifestazione davanti a Palazzo Chigi insieme al Sap, ha dichiarato: “La Corte europea dei diritti umani potrebbe occuparsi di altro. Per qualcuno che ha sbagliato non devono pagare tutti. Carabinieri e polizia devono poter fare il loro lavoro. Se devo prendere per il collo un delinquente, lo prendo. Se cade e si sbuccia un ginocchio, sono cazzi suoi. Idiozie come questa legge espongono le forze dell’ordine al ricatto dei delinquenti”. Salvini si è poi preso la briga di attaccare l’attuale Capo della Polizia.
Tra benaltrismo e menefreghismo, l’importante è rimandare. Le priorità di un paese cialtronesco
di Ennio Trinelli La divertentissima non-gestione della questione Carta Identità Elettronica che ha fatto correre enti locali e addetti,... →
Salvini, sull’onda di un protagonismo personale senza precedenti, costruito sull’odio per l’altro, cavalca un’onda di pericolosa intolleranza. Un politico pagato anche coi soldi di chi ha perso figli e fratelli a causa di mai chiarite violenze presumibilmente riconducibili ad eccessi di pochi appartenenti alle forze dell’ordine, è un esercizio irresponsabile e pericoloso; ancora più irresponsabile perché praticato a fini elettorali. Politici seri ed assennati e forze dell’ordine responsabili non dovrebbero avere paura della possibile approvazione del reato di tortura.
(26 giugno 2015)
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