di Gaiaitalia.com
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Due autobombe esplose a Kobane, sono la testimonianza della ripresa delle offensive dei mercenari asassini dell’Isis nella città al confine con la Turchia, per strapparla alle forze curde che la controllano dallo scorso gennaio.
Alcuni tweets danno la dimensione del nuovo attacco ai Curdi da parte dell’Isis e della nuova strategia di riconquista della città di Kobane, con attacchi su tre fronti: da sud, da est e da sud-est.
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FSA: Most #Kobane attackers were Iraqi Kurds who mingled w. locals. YPG: Attack came from SE. http://t.co/2xNXsomy6p pic.twitter.com/yobs1Ye0kc
— Charles Lister (@Charles_Lister) 25 Giugno 2015
Secondo informazioni dell’agenzia Reuters, gli attacchi avrebbero provocato almeno 12 morti e 70 feriti. Fonti curde siriane citate dal Washington Post affermano che i miliziani dell’ISIS sarebbero entrati a Kobane dal confine con la Turchia, paese che viene ritenuto in qualche modo colluso con le strategie dello Stato Islamico, collusione sulla quale Erdogan, che parla di tutto, ha sempre taciuto trincerandosi dietro la corruttibilità delle guardie di frontiera turche.
Il Post, scrive – citandoalcunie sperti – che l’ISIS starebbe cercando di distogliere l’attenzione dei curdi da Raqqa, città nel nord della Siria considerata la capitale del sedicente ed autoproclamato Califfato islamico.
(26 giugno 2015)
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