di Paolo M. Minciotti
La Corte Costituzionale del Botswana aveva deciso nel novembre scorso che il rifiuto del governo di riconoscere l’associazione Lesbians, Gays and Bisexuals of Botswana (LEGABIBO) era incostituzionale. Da quella dichiarazione nulla si è mosso: il Ministro del Lavoro e degli Affari Interni continua infatti a sostenere che l’associazione non può essere riconosciuta in quanto la Costituzione “non riconosce le persone omosessuali” [sic], è perché l’organizzazione può essere utilizzata “al di fuori delle leggi”.
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Il sito panafricano di lingua inglese Mambaonline ricorda che in Botswana non esistono leggi contro l’omosessualità, ma che i rapporti sessuali tra adulti consenzienti dello stesso sesso vengono perseguiti grazie ad un articolo del codice penale che punisce “i rapporti sessuali contro l’ordine naturale” con pene fino a sette anni di prigione.
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(20 gennaio 2015)
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