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Ignazio Marino: sarò alla partenza del corteo del Roma Pride 2014

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Ignazio Marino 08di Alessandro Di Silvestro

E finalmente il giorno in cui le associazioni lgbt romane hanno potuto incontrare il Sindaco di Roma, Ignazio Marino è arrivato.

Il 29 aprile alle 17 e 15, con qualche decina di minuti di ritardo (c’è il bilancio da votare…) il Sindaco, affiancato dall’Assessora a Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità Alessandra Cattoi, ha ascoltato cosa le associazioni avevano da dire e da chiedere.

Ventuno interventi, tra richieste, inviti, petizioni di principio, prendendo appunti in un quaderno rilegato, la copertina rigida, dai fogli bianchi, sul quale ha scritto con una calligrafia elegante, con una stilografica dall’inchiostro celeste.

Molte le associazioni presenti. Quelle che non c’erano, anche se non lo possiamo giurare, è perché non sono venute, non certo perché non sono state invitate o perché non sarebbe stato loro concesso di partecipare, ne avessero fatto richiesta.

Mentre aspettava l’arrivo del Primo Cittadino la trentina abbondate di persone presenti in rappresentanza delle associazioni si sono salutate, chiacchierate, sorrise, baciate.  Una sensazione di serenità e contentezza, un clima di compartecipazione una volta tanto sincero e non di facciata.

Alcune delle richieste fatte erano per il particolare, mai personale, ma associativo, inerente alle varie iniziative, cui si invitava Marino a presenziare, che, dai primi di maggio fino al pride romano del 7 giugno e oltre, vedranno Roma investite da un numero inusitato di iniziative (sul maggior numero delle quali cercheremo di rendicontarvi).

Marino ha declinato molti inviti a eventi, convegni e festival particolari ma non a quello simbolicamente più importante, il Pride di Roma, mettendo già in agenda (cellulare alla mano), la sua presenza alle ore 16 alla partenza del corteo da Piazza della Repubblica del prossimo 7 giugno .

Un endorsement che l’anno scorso era mancato che non può non colpire positivamente: Marino interverrà al pride 2014 !

Altre richieste, di maggior caratura  e respiro, sono state fatte a proposito di prevenzione per l’HIV;  dell’assegnazione degli immobili confiscati alla mafia per istituire case famiglia per la gioventù cacciata di casa per l’orientamento sessuale o l’identità di genere; per aprire una casa di riposo per persone anziane lgbt; l’assegnazione di un centro di accoglienza per donne trans coinvolte nella tratta (costrette alla prostituzione) che, in quanto donne trans e non biologiche, non vengono assistite nei centri già esistenti; infine per l’assegnazione di immobili come sede associativa.

Anche a queste richieste il Sindaco ha risposto positivamente, ricordando un recente protocollo che il Comune ha firmato con la Procura di Roma che ha sollecitato il Comune a ri-assegnare gli immobili sottratti alla mafia dicendosi convinto di poter includere anche queste proposte nell’elenco delle assegnazioni.

Marino ha tenuto a chiarire la sua posizione su molte altre richieste, rispondendo sempre in maniera positiva.

Sì al registro delle unioni civili comunale, dal mero valore simbolico, che, ha ricordato, è nel suo programma elettorale, e che ha deciso di far votare nel consiglio comunale (cioè giunta più consiglieri e consigliere d’opposizione) e non in Giunta proprio per sottrarlo a una egida partitica e renderlo il più partecipato e condiviso possibile.

Sì a matrimonio egualitario (definito, anche dalle associazioni, come matrimonio omosessuale), sì anche alle adozioni pur ricordando come queste materie siano di competenza del legislatore e non dell’amministratore locale, come anche nel caso di prevenzione per l’HIV di competenza statale o regionale.

Marino ha espresso un parere positivo anche sulle adozioni e sull’omogenitorialità riconoscendo la gravità della mancata tutela della prole di coppie dello stesso sesso, con una riserva solamente sulla maternità surrogata spiegando il donde del suo dubbio (la commercializzazione del corpo umano) specificando, però, che questo dubbio non lo porterebbe a votare negativamente, fosse un legislatore, a una proposta di legge in tal senso lasciando alla cittadinanza la libertà di scegliere.

Questo chiarimento di posizione veniva dato anche in risposta alla richiesta di riconoscere amministrativamente il matrimonio tra persone dello stesso sesso avvenuto all’estero come già fatto in altri comuni italiani.  Non convinto sulle conseguenze di questo atto amministrativo, se simboliche o giuridiche, Marino si è riservato di informarsi prima di esprimere un parere competente e motivato.

Altro tema affrontato quello sul coinvolgimento della scuola, uno dei luoghi cruciali per sensibilizzare al rispetto di tutti gli orientamenti sessuali e le identità di genere, ma anche uno dei luoghi più presi di mira da chi, partendo da convinzioni che, più che all’omofobia, fanno riferimento al vero e proprio odio per le persone non eterosessuali, provano in tutti i modi a contrastare il programma didattico di inclusione e reciproco rispetto con azioni di vera e propria intimidazione.

Le iniziative di sensibilizzazione scolastica compiute di concerto con l’Assessora Cattoi sono la risposta più concreta  e solida che il Comune può fare per contrastare quello che da più parti è stato definito un vero e proprio attacco.

Marino si è mostrato molto determinato a dare seguito a questo primo momento di colloquio accettando anche la richiesta di istituzionalizzare questo tavolo tra comune e associazionismo lgbt rendendolo  permanente dando così la possibilità di continuare il lavoro così cominciato anche nel futuro.

Marino è rimasto più tempo di quanto aveva a disposizione dicendosi convinto che questo incontro e i futuri che si faranno servono al bene di tutta la cittadinanza e ha sottolineato come la mancanza di diritti che denuncia il senso di arretratezza della nostra società, sottolinei al contempo  l’importanza eccezionale del lavoro che associazionismo lgbt e ufficio del Sindaco possono fare insieme.

Un bel pomeriggio dove una volta tanto si è davvero fatto l’interesse della cittadinanza  e non quello di un associazionismo che, anche se solo per l’ora in cui ha dialogato con lui, Marino è riuscito a rendere se non proprio coeso, almeno compartecipe.

E scusate se è poco.

 

 

 

 

 

 

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