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Cosa vorrei per il 2013, (a parte copulare con Tommaso Giuntella)? Vediamo, vediamo…

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2013di La Lurida

Pare proprio che dovrò terminare l’anno dicendo incongruenze e sopportando i teutonici balbettii del papa medievale che irradierà urbi et orbi le sue. Vediamo cosa vorrei per il 2013 (a parte copulare a più riprese con Tommaso Giuntella)? Solo stupidaggini.

Ad esempio vorrei che il medesimo Giuntella, per dirne uno, fosse il leader (o anche no) di una nuova squadra di politici onesti, affidabili e che lavorino per il bene di tutti, per il bene del paese e che non affidino le strategie alle alleanze tra poltrone, ma a programmi sensati e decenti.

Vorrei che i rappresentanti della varie teocrazie integraliste sparse di qua e di là la smettessero di dire porcate su tutte quelle persone che hanno deciso di vivere come cazzo gli pare ché la mia religione è la Costituzione Italiana, molto più illuminata di tanti discorsi dei gerontocrati che governano gli integralisti monoteismi che conosciamo.

Mi piacerebbe che il prossimo Parlamento fosse ripulito da tutti i corrotti e immorali cialtroni che il ventennio berlusconiano ha fatto entrare con l’aiuto del Porcellum e di vari altri maiali (e maialate). Vorrei la Bindi fuori dai coglioni. Vorrei che nessuno la votasse. Né lei né quell’altra Paola, la Binetti. Fuori tutte e due.

Mi piacerebbe che la TV non trasmettesse solo stupidaggini, che se ci riesce La7 dovrebbero riuscirci anche gli altri, e che non proponessero più “E.T.” che dopo lo guardo e piango e non dormo la notte, come è successo domenica scorsa. Anche mio nipote è venuto a dormire con me.

Vorrei che la Minetti trovasse la sua strada, che non è proprio quella della politica, magari anche lei si innamorerà della mani di qualcuno (come la Carla, mi riferisco a la Bruni, no alla madre della Cinzia la mia vicina, che si è innamorata della mani di Sarkozy, che è come dire che ci si innamora della moralità del Berlusca), lo spero per lei che vivere una vita realizzata è importante.

Vorrei che anche tutti gli Italiani la trovassero (la loro strada non la Minetti) che continuare a pensare che si può avere successo senza nessun talento solo entrando dalle porte (o nei letti) giuste è atteggiamento che fa male a tutto un paese.

Cosa vorrei ancora per il 2013? Che la gente fosse felice, indipendente. Che smettesse di pensare che c’è sempre un salvatore della Patria (perché c’è sempre, ma di solito è un coglione), che chi grida più forte normalmente ha torto e che il primo che grida “Al frocio! Al frocio!” normalmente ha qualcosa da nascondere. Che la si smettesse di giudicare la gente per come fa l’amore e che si capisse che la politica non è una croce su una scheda una volta ogni cinque anni, ma è qualcosa sulla quale i cittadini posso agire quotidianamente.

Vorrei che tutti avessero lo spirito di cercare e trovare una filosofia che li rendesse veramente felici (ci sono, ci sono) senza farsi fregare da vecchie strutture chiamate chiese, governate da incongruenze chiamati religiosi, e senza pensare che quello che ci viene insegnato “perché da sempre è così” sia la risposta a tutto. Una rivoluzione umana è possibile.

Felici Feste e Felice 2013, (che se poi Giuntella dovesse proprio chiedermela, io gliela darei)…

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