
di Paolo M. Minciotti
Il progetto di legge sui matrimoni gay che la Corte Costituzionale colombiana ha praticamente imposto al governo e al cui volere i governanti si sono piegati senza dire una parola, ha superato l’esame della prima commissione (dovrà superare altre tre letture) con dieci voti a favore e cinque contrari.
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Un rappresentante del partito officialista al potere ha sottolineato che la nuova legge mette fine “ad anni di discriminazione e raccoglie l’invito pressante della Corte Costituzionale” a stabilire equità di diritti per tutti i cittadini colombiani.
Un rappresentante cristiano-conservatore ha invece reagito secondo copione, dichiarando che dopo i matrimoni gay “si autorizzeranno anche la zoofilia e la necrofilia”.
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