
Tra Maroni e Grillo fanno a chi le spara più grosse: il populismo in salsa italica porta voti. Ci vogliono evidentemente, pensano questi qua, semplici imbecilli slogan per semplici italiche menti. Cosí tra liti intestine al partito di Beppe Grillo che stanno dilaniando il suo Movimento 5 Stelle e le sparate di Maroni sul Referendum anti-UE aumentano d’intensità le grida, non di intelligenza le proposte.
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In mezzo a questo deserto persino il vuoto cosmico del PD sembra un’ancora di salvezza, e non tutti i mali verranno per nuocere se è vero che il partito di Bersani ha menti pensanti che conoscono la politica ed i suoi meccanismi. Maroni valuta la sua proposta su un referendum UE come un richiamo transazionale a tutti i popoli dell’Europa, dimenticandosi che nella maggior arte dei paesi europei i referendum sull’UE li hanno già fatti. In Italia, dove sono esistiti governi come quelli che il suo partitaccio ha sostenuto, no. La proposta ci sembra non solo populista, ci sembra altresí tardiva. E’ vero che fino ad ora le grida leghiste a qualcosa sono servite, ma forse l’incanto è finito. Grillo grida più forte e, pareva impossibile che succedesse dopo che i vari Bossi, Borghezio e compagnia hanno detto di tutto, dice più scemenze.
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