
Abbiamo assistito negli ultimi giorni, e sottolineiamo che scriviamo questo articolo ad uso e consumo delle poche persone che in Arcigay e nei suoi casini sono involucrate, ché al popolo lgbt e alla gente della
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strada delle loro cazzate importa assai poco, all’ennesima ferocissima lotta intestina tra Arcigay e Arcigay. Fatto fuori Fabrizio Marrazzo, quest’ultimo che si rivolgerà alla magistratura, – che fa sentire tanto importanti dire alla stampa che ci si rivolgerà alla magistratura! – e interviste di Paolo Patanè alla stampa LGBT, l’unica che lo intervista, e a quell’altro di quell’altro mensile (com’è che si chiama? Ah! Pride! orignalissimi…) su altra stampa LGBT, l’unica che si prende la briga di sapere chi è. E via con commenti e commenti e fiumi di parole sulla più inutile associazione lgbt d’Europa! Dato che come diceva Andreotti a pensar male si fa peccato, ma non si sbaglia mai, ci permettiamo un po’ di dietrologia (parola che usata in questo contesto sembrerebbe persino offensiva): sappiamo che Arcigay è divisa quasi in due. La minoranza non riconosce la maggioranza e si starebbe dando da fare, dicono i pettegoli. L’ex presidente di Arcigay sarebbe ora a capo di un’altra associazione, ché senza cariche non si può stare. Non è che si voglia spaccare Arcigay, e con i circoli scissionisti dare vita ad un’altra associazione con locali, tessere e tutte queste italianate qua? Sarebbe davvero incredibile assistere alla nascita di un’altra inutile associazione nazionale che obbliga gay e lesbiche, a tesserarsi per poter stare tranquilli nei locali dove passano il loro tempo libero…
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