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Siria, Rapporto MSF: “Mine e ordigni inesplosi continuano a uccidere e ferire civili a Deir Ez-Zor” 

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A un anno dall’inizio del supporto di Medici Senza Frontiere (MSF) ai servizi di emergenza dell’ospedale nazionale di Deir Ez-Zor, i team di MSF e della direzione della sanità (DoH) presenti al pronto soccorso dell’ospedale nazionale di Deir Ez-Zor hanno curato oltre 215 persone ferite da mine terrestri, ordigni inesplosi ed esplosivi abbandonati tra aprile 2025 e aprile 2026. Quasi la metà dei pazienti (il 45%) era costituita da bambini. Durante questo periodo, 24 persone sono decedute a causa delle lesioni riportate e 58 pazienti hanno subito amputazioni traumatiche. Ciò evidenzia l’impatto devastante e persistente della contaminazione causata da anni di conflitto.

MSF pubblica il rapporto “Residui bellici esplosivi – Danni duraturi a Deir Ez-Zor, Siria”, sull’impatto umano e sanitario della contaminazione da ordigni esplosivi nel governatorato. Il rapporto evidenzia i principali ostacoli all’accesso a cure tempestive, complete e specializzate, nonché il ruolo fondamentale svolto dagli operatori impegnati nell’azione anti-mine nel governatorato. Il rapporto si basa sui dati medici di MSF e della direzione della sanità, relativi al periodo compreso tra aprile 2025 e aprile 2026, nonché su osservazioni operative e interviste a pazienti, persone che si prendono cura di loro e professionisti sanitari coinvolti nella prestazione delle cure.

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Deir Ez-Zor rimane una delle zone più pesantemente contaminate da ordigni esplosivi in Siria. I civili rimangono spesso feriti mentre svolgono attività quotidiane come coltivare la terra, pascolare il bestiame, raccogliere tartufi o tornare nelle loro case ed edifici danneggiati. I bambini sono particolarmente in pericolo mentre giocano all’aperto o esplorano edifici abbandonati. Molti sopravvissuti devono percorrere distanze lunghe e pericolose da zone remote per raggiungere le cure di emergenza, spesso senza poter accedere alle ambulanze. Laddove erano disponibili informazioni sulle circostanze in cui si erano verificati gli infortuni, MSF ha rilevato che 46 bambini hanno subito lesioni mentre giocavano. Tra adulti e bambini, 70 pazienti avevano riportato lesioni durante lo svolgimento di attività di sussistenza, tra cui la pastorizia e la raccolta del tartufo.

“Nel corso dell’anno in cui abbiamo lavorato qui, abbiamo assistito oltre 215 pazienti colpiti da lesioni da esplosione, tra cui bambini e agricoltori che lavoravano i propri campi” dichiara Rebecca Kerr, coordinatrice del progetto di MSF a Deir Ez-Zor“Purtroppo, ancora oggi continuiamo a vedere civili colpiti da questi esplosivi. Senza un miglioramento dell’assistenza traumatologica, dei servizi di riabilitazione e dello sminamento dei terreni contaminati, queste lesioni continueranno a verificarsi”.

Nonostante l’elevato numero di sopravvissuti a traumi e di persone che hanno subito amputazioni, l’accesso alla riabilitazione, alle protesi e ai dispositivi ortesici, all’assistenza specialistica per la salute mentale e al sostegno socioeconomico rimane fortemente limitato, impedendo a molti pazienti di riprendersi o di ritrovare la propria indipendenza. Mohammad, un giovane di Deir Ez-Zor che ha perso entrambe le gambe dopo aver calpestato una mina mentre coltivava i suoi terreni, ha raccontato come la sua vita sia cambiata: “Prima lavoravo ogni giorno e riuscivo a mantenermi da solo. Ora passo la maggior parte del tempo in casa e dipendo dalla mia famiglia quasi per tutto. Se avessi accesso a delle protesi, forse potrei recuperare una parte della mia vita”.

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Anche il personale medico dell’ospedale nazionale di Deir Ez-Zor sottolinea le pressioni economiche che spingono le persone a compiere azioni rischiose. “Alcuni entrano consapevolmente in aree minate per portare al pascolo il bestiame o raccogliere tartufi” racconta il dottor Waseem Awak, medico specializzando nei reparti di pronto soccorso e ortopedia “in alcuni casi assistiamo più membri della stessa famiglia”.

MSF ha documentato diversi incidenti gravi che hanno coinvolto 3 o più persone. Uno di questi si è verificato nel febbraio 2026, quando 8 membri della stessa famiglia sono rimasti feriti a causa dell’esplosione di una mina su una strada. La maggior parte erano bambini, 2 dei quali sono deceduti: il più piccolo aveva solo 45 giorni. L’accesso alle cure traumatologiche d’urgenza rimane una delle principali sfide in tutto il governatorato. La carenza di personale medico specializzato, le limitate attrezzature disponibili e la scarsa qualità dei servizi post-dimissione aumentano il rischio di complicanze e di morte. “Il numero dei feriti spesso supera la capacità dell’ospedale” afferma il dottor Ammar Al Rajab, responsabile del reparto di ortopedia dell’ospedale di Deir Ez-Zor “l’assistenza post-dimissione è particolarmente carente, soprattutto per la mancanza di specialisti in protesi e di servizi di riabilitazione”.

MSF chiede che vengano urgentemente accelerate le operazioni di sminamento e di smaltimento degli ordigni esplosivi in tutto il governatorato di Deir Ez-Zor, come primo e fondamentale passo per prevenire ulteriori rischi per la popolazione civile. Questo deve essere accompagnato da investimenti continuativi nell’assistenza traumatologica d’emergenza – in particolare nelle aree remote e scarsamente servite – e da servizi completi di assistenza alle vittime, compresa la riabilitazione e l’assistenza psicologica. MSF ha inoltre constatato che la contaminazione continua a incidere sulle operazioni umanitarie e sull’accesso ai servizi essenziali. Alcune strutture sanitarie, infrastrutture idriche e aree residenziali rimangono contaminate, limitando l’accesso sicuro sia per le comunità che per le organizzazioni umanitarie. Le attività di sminamento, tra cui il rilevamento, la bonifica e la sensibilizzazione sui rischi, rimangono fondamentali per ridurre i pericoli per la popolazione civile e consentire la risposta umanitaria e le operazioni di ricostruzione.

Da aprile 2025, MSF sostiene il pronto soccorso dell’ospedale di Deir Ez-Zor in collaborazione con la direzione della sanità, fornendo cure d’emergenza, servizi di analisi, prevenzione e controllo dei contagi, sterilizzazione e supporto per l’approvvigionamento idrico e i servizi igienico-sanitari. MSF ha inoltre sostenuto la formazione del personale, istituito un sistema di triage, ottimizzato il flusso dei pazienti, riabilitato l’area di gestione dei rifiuti dell’ospedale e installato nuovi inceneritori e un apparecchio a raggi X.

MSF ribadisce che, senza un intervento urgente volto ad accelerare la bonifica dei terreni contaminati da ordigni esplosivi e mine antiuomo, insieme a sforzi per colmare le gravi lacune nell’assistenza specialistica – compresi i servizi di riabilitazione, protesi e salute mentale – i civili a Deir Ez-Zor continueranno a morire e a subire lesioni invalidanti che cambiano la vita, anche molto tempo dopo la fine del conflitto.

 

 

(1 luglio 2026)

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