Quelli che si sono fatti bruciare come Pina Picierno, prima puntata: Copernico

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di Giovanna Di Rosa
Giovanna Di Rosa

Perché ci vuole umorismo, signora mia. Oltre che coraggio. E qui parliamo di roba serie, mica stupidaggini. Parliamo di grandi personaggi. Parliamo di Galileo Galilei, Giordano Bruno, di Copernico e di Rosa Parks. Tutto bruciati, disse Pina Picierno o almeno lo intese in un modo e lo disse peggio. Mica per sottilizzare, non se la prenda Picierno, fautrice del portato cosmico che la sua azione politica mette quotidianamente sotto i riflettori, ma non proprio tutti si son fatti bruciare per le loro idee. Anzi. Repetita juvant: Copernico, Galilei, Giordano Bruno, Rosa Parks. Dunque vediamo se la memoria non ci fa colpi bassi, come solo il destino sa fare persino quando non te ne accorgi: Copernico è morto di vecchiaia (19 febbraio 1473 a Toruń, in Polonia, morto il 24 maggio 1543, sempre in Polonia); Rosa Parks, morta anch’ella di vecchiaia dopo vita nobilissima il 24 ottobre 2005 (era nata il 4 febbraio 1913). Non è morta bruciata viva. Nemmeno Galileo Galilei morì bruciato, ma è vero che abiurò sé stesso per salvarsi la pelle, nato il 15 febbraio 1564 morì l’8 gennaio 1642. Ultimi anni agli arresti. Pare. L’unico che finì sul rogo fu Giordano Bruno.
E poi venne Pina Picierno.

Il verbo picierniano? Eccolo bell’è fritto: “Il mondo è sempre stato cambiato da avanguardie coraggiose che hanno avuto il coraggio di fare quello che era necessario. Copernico, Galileo, Giordano Bruno sono stati pure bruciati ma hanno cambiato il mondo. Rosa Parks non si è alzata dalla sedia” (per ribellarsi alla discriminazione razziale, ndr) – tristemente nemmeno Picierno si è alzata dalla sedia, ma ha lasciato il partito che da quella sedia rappresentava, è un dettaglio visto che noi vogliamo farci travolgere dall’enfasi; “Abbiamo noi il coraggio di dire che non ci possiamo limitare a essere arredamento di un campo che non ci vuole perché non pensa quello che pensiamo noi”.
Chiosa degnissimamente l’attuale vicepresidente del Parlamento europeo ex PD e ora boh, che riesce a mettersi al centro della storia in mezzo a mostri immortali, addirittura da viva e vegeta, e avendo fatto assai meno di ciò che forse pensa di avere fatto.

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La videoperformance è pregevole, diciamo. Non solo i politologi, persino gli armocromisti di tristissima schleiniana memoria avranno da ridire; entusiasmante è l’ardita elaborazione del pensiero. Un po’ meno il risultato. E ci spiace sottolineare, da persone che starebbero a sinistra con più godimento se ci fosse una sinistra sensata, che non avevamo notato la portata epocale del suo andarsene dal Partito Democratico. Imperdonabili. E mentre ci stupiamo del fatto che la vicepresidente non abbiamo citato Mandela, che non abbia scomodato Gandhi, che non abbia tirato in mezzo Gorbaciov e Zhou Enlai, ci scusiamo per un simile ardire: dire che questa sinistra non è molto sensata.
Certo per servirsi della storia occorrerebbe approfondire, ma è un dettaglio irrilevante di fronte all’uragano della declamazione picierniana. Non staremmo a sottilizzare.

Fa male notare, tornando a Picierno, che non si sia accorta, parlando di sedie, della profondissima differenza tra chi non si alza dalla sedia per ribellarsi al potere e chi non si alza dalla sedia per mantenere il potere: è una sfumatura da nulla, ma fondamentale. Certo, l’entusiasmo è tutto. Se poi sei anche in video e ne vai fiera è un trionfo.

 

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(27 giugno 2026)

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