Bisognava fare in fretta e saltare sul carro del razzismo facilone, quello dei campanelli tanto caro a Salvini, così complici alcune notizie di stampa che troppo frettolosamente attribuivano il crimine di Reggio Emilia a uno straniero, la Lega si era lanciata. Non da un ponte, quel suicidio è atto proprio solo del loro segretario in caduta libera, ma dal buonsenso perché mentre la Polizia dava la caccia all’assassino i leghisti che sanno tutto avevano già pronti colpevole, movente, nazionalità, diagnosi e cura. E la cura, essendo il colpevole certamente straniero, era la remigrazione. Mal gliene incolse. Perché l’arrestato è italiano, 43enne, noto alle forze dell’ordine per essere uno che qualche scaramuccia la mette lì, celiando, e sarebbe proprio entrato nel locale alle 22 per andare dritto dalla vittima e accoltellarlo.
La Lega è dovuta tornare sui suoi passi e l’esilarante comunicato stampa riparatore recitava ora “basta coi balordi!” o qualcosa di simile, con i soliti noti toni obsoleti che stanno portando la Lega al lumicino dopo trent’anni di politica dove hanno gridato di tutto e non hanno fatto niente a parte mettere loro uomini sulle poltrone giuste e firmare un sacco di decreti sicurezza. Quello a cui sono serviti, decreti sicurezza e leghisti, è sotto gli occhi di tutti.
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(30 giugno 2026)
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