di Giovanna Di Rosa

Cento ne dicono e nemmeno una ne fanno. A meno che non convenga loro. E siccome non gli conveniva non sono mai intervenuti contro le scorribande verbali del folle di Washington, maggiore (e peggiore) alleato dell’Europa, che non si risparmia nel destabilizzare il mondo a comodo suo, in nome del premio Nobel per la Pace che il gatto e la volpe hanno invocato a piena voce per dimostrarsi gli alleati più fedeli, magari ci scappava qualche buona ambasciata (tipo il libro di Meloni in vendita negli USA con prefazione [sic] del vice JD Vance in disgrazia). Era la Giorgia’s Vision che disgraziatamente per l’Italia è molto più di un libro-intervista: è un modus operandi. Oggi lo scontro è servito: Trump, da maschilista misogino quale è, insulta la premier “Ha voluto a tutti i costi una foto con me. Mi ha fatto pena” e Meloni si infuria e risponde per le rime; lui rincara la dose e dice che Meloni gli avrebbe confessato di essere in calo di popolarità e che le foto con lui le sarebbero servite a ricostruire un rapporto con l’elettorato italiano. Non voterei Meloni nemmeno sotto minaccia di morte, ma la presidente del Consiglio è donna con risorse ed esperienza politica e si dubita fortemente che abbia bisogno di Trump per riguadagnarsi popolarità.
L’Italia politica che governa è tutta un fibrillare: si sono calati le mutande per quattro anni e ora, così tot an bot, si trovano costretti a cantarle chiare a un presidente senile che non sa nemmeno più quel che dice, e tra non molto non saprà nemmeno cosa sta facendo, come non hanno mai fatto prima.
“Ha voluto a tutti i costi una foto con me. Mi ha fatto pena”. Trump si fa beffe di Meloni che si infuria
In un'intervista che descrive da sola lo stato di questo poveraccio senile, giunto ormai alla fine dei suoi... →
Si sono schierati contro Trump quando ha fatto tutto quello che voleva – dai dazi alle prove di distruzione della Nato, dagli insulti ai leader europei al sostegno a Israele, dalle porcate di Gaza e su Gaza, all’attacco all’Iran che ha sconvolto i mercati mondiali dell’energia, alle fandonie che il presidente USA ha raccontato su accordi presunti e firme da remoto? Naturalmente no. Si sono imbestialiti solo quando il presidente per di carota ha attaccato la presidente del Consiglio pungendola nell’orgoglio e lei ha risposto con quella che ha poi definito, senza dirlo apertamente, la reazione di una dal carattere forte. Ci sono molti equivoci su cos’è la forza di carattere, ma ne parliamo un’altra volta.
Così abbiamo pronta un’altra sceneggiata, che viene dopo quella sulle promesse elettorali (mai mantenute) di questi signori del nulla che stanno al potere. Tocca ricordarle una dopo l’altra, lasciandone da parte numerose. Parliamo del blocco Navale che prometteva l’istituzione di un blocco navale nel Mediterraneo per fermare le partenze irregolari e non ha fatto niente perché non è stato attuato alcun blocco navale; gli sbarchi sono proseguiti e in diversi periodi hanno registrato numeri in crescita rispetto alle previsioni di fermo assoluto. C’è poi il famoso superamento legge Fornero che fantasiosamente prometteva la cancellazione totale della legge Fornero per permettere pensioni anticipate che nessuno ha visto mentre la legge Fornero rimane in vigore e il sistema pensionistico non ha subito la riforma strutturale radicale annunciata, limitandosi a interventi temporanei e parziali. C’è poi la riduzione del carico fiscale che invece dell’abbattimento drastico delle tasse per famiglie e imprese tramite una “pace fiscale” risolutiva che avevano promesso ha visto il carico tributario complessivo rimanere tra i più elevati in Europa.
Poi avevano promesso l’autonomia nei tavoli europei che prometteva un’Italia più autorevole e capace di dettare l’agenda a Bruxelles, ma le difficoltà nel negoziare dossier cruciali, come il Patto di Stabilità, hanno portato a compressi (quando non a figuracce); tutela del Made in Italy e dell’industria con protezione ferrea delle eccellenze nazionali contro le delocalizzazioni selvagge. La situazione è nota a tutti. Poi c’era quella della sicurezza urbana e controllo del territorio con la promessa da marinai del presidio capillare di ogni quartiere e sicurezza garantita nelle città italiane che pensavano di ottenere a forza di decreti che non servono nemmeno a loro. Le nostre città non sono mai state tanto insicure e la percezione della sicurezza non è mai stata tanto bassa. Del rilancio del Mezzogiorno e dei piani strutturali parliamo diffusamente su Gaiaitalia.com Sud.
Tra benaltrismo e menefreghismo, l’importante è rimandare. Le priorità di un paese cialtronesco
di Ennio Trinelli La divertentissima non-gestione della questione Carta Identità Elettronica che ha fatto correre enti locali e addetti,... →
Insomma un governo immobile di ponti e pontiere capaci di raccontare tutto il possibile e di non fare niente, con le promesse della presidente del Consiglio e presidente di Fratelli d’Italia a ergersi a pontiera tra l’Unione Europea e Trump, in nome di una vittoriosa strategia [sic] di politica estera, mentre il suo vicepresidente e sodale era impegnatissimo con un altro ponte anche questo crollato sotto il peso di insulse e incredibili baggianate preventive (oltre che sotto i colpi della Corte dei Conti). Ponti e pontiere capaci di fare tutto fuorché di governare.
E oggi una polemica col presidente Trump – a pensare male si sarebbe tentati di dire che è una polemica estiva così utile che sembra persino montata ad arte – che andrà avanti per mesi, ameno fino a settembre. Poi gli USA andranno a votare e magari anche l’Italia.
(20 giugno 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
