“L’Italia è il paese delle ciabatte”, non l’ha mica detto uno che avrà un futuro. L’ha detto il solito Ben-Gvir la cui vita politica è già abbondantemente dietro le sue spalle, così come la sua libertà personale. Ma lui non lo sa e, va detto, non è nemmeno necessario che lo sappia. Tanto se ne accorgerà. E di fronte a una simile onta il nostro paese è fortunato ad avere un ministro degli Esteri come Antonio Tajani che, praticamente muto di fronte ai massacri perpetrati da Israele a Gaza con decine di migliaia di gazawi ammazzati cone cani – isi trattava in gran parte di donne e bambini – ha detto molto meno dell’indispensabile.
Di fronte però a una simile offesa, “l’Italia è una ciabatta” il ministro degli Esteri proprio non ce l’ha fatta. Ed è sbottato: “Parole inaccettabili!” ha tuonato dall’alto del suo essere in scadenza al suo Ministero e anche dentro Forza Italia. Un grido che ha fatto tremare tutto il governo di macellai che siede comodo a Tel Aviv mentre l’Idf risponde ai suoi ordini come sappiamo.
Bravo Tajani. Quando serve indignazione è bene manifestarla. Altro che occuparsi di robe serie come ottantamila morti a contare male. Per fortuna c’è Freccero a Otto e Mezzo. E cosa dice Freccero? Nulla, come al solito, ma lo ha detto con la modestia che gli è propria. E con la capacità di non dire nulla, parlando moltissimo, che è propria anche di Tajani.
Lo squadrismo casalingo da indice alzato del vannacciano di turno
E' il gruppo Facebook Abolizione del suffragio universale un gruppo di mattacchioni perdigiorno che si dichiarano addirittura antifascisti, questi obsoleti,... →
(9 giugno 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
Stop alle repliche delle repliche estive di “Report”, forse non vedevano l’ora?
Farlo saltare in aria come Falcone pareva brutto, ma suggerire che uno si sia organizzato un finto attentato... →
