“L’Italia è il paese delle ciabatte”, non l’ha mica detto uno che avrà un futuro. L’ha detto il solito Ben-Gvir la cui vita politica è già abbondantemente dietro le sue spalle, così come la sua libertà personale. Ma lui non lo sa e, va detto, non è nemmeno necessario che lo sappia. Tanto se ne accorgerà. E di fronte a una simile onta il nostro paese è fortunato ad avere un ministro degli Esteri come Antonio Tajani che, praticamente muto di fronte ai massacri perpetrati da Israele a Gaza con decine di migliaia di gazawi ammazzati cone cani – isi trattava in gran parte di donne e bambini – ha detto molto meno dell’indispensabile.
Di fronte però a una simile offesa, “l’Italia è una ciabatta” il ministro degli Esteri proprio non ce l’ha fatta. Ed è sbottato: “Parole inaccettabili!” ha tuonato dall’alto del suo essere in scadenza al suo Ministero e anche dentro Forza Italia. Un grido che ha fatto tremare tutto il governo di macellai che siede comodo a Tel Aviv mentre l’Idf risponde ai suoi ordini come sappiamo.
Bravo Tajani. Quando serve indignazione è bene manifestarla. Altro che occuparsi di robe serie come ottantamila morti a contare male. Per fortuna c’è Freccero a Otto e Mezzo. E cosa dice Freccero? Nulla, come al solito, ma lo ha detto con la modestia che gli è propria. E con la capacità di non dire nulla, parlando moltissimo, che è propria anche di Tajani.
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