Matteo Salvini non era alla parata del 2 giugno, Festa della Repubblica di cui lui è vicepremier, perché era “impegnato a lavorare al fine di evitare lo sciopero dei ferrovieri dell’11 giugno”, tanta commovente abnegazione si unisce alla fragorosa risata che esplode quando Antonio Tajani cerca invano di giustificarne l’assenza ricordando che nemmeno Elly Schlein era presente, perché Tajani quando c’è da coprirsi di ridicolo con risposte sempliciotte non si tira mai indietro (Elly Schlein non è vicepresidente del Consiglio).
Dunque il giorno immediatamente successivo al nuovo sondaggio SWG che dà la sua Lega al 5,8% incalzata dal suo ex-pupillo Vannacci – lo ha messo in politica e ora se lo gode – Salvini sta a casa, cioè se ne sta a lavorare per scongiurare uno sciopero. E’ la fantasia al potere.
Così ora sappiamo che Salvini quando si tratta di presenziare per l’Italia ha sempre qualcosa di meglio da fare. Del resto in fondo lui è fedele soltanto a se stesso (e non ce ne vanteremmo), ma ricorderete come la pensava, nel 2 giugno 2013 postava con fierezza il suo augusto pensiero sulla Festa della Repubblica “Notte serena, Amici, oggi non c’è un cazzo da festeggiare”. Oggi, il suo pensiero è solo leggermente diverso, ma la sostanza non cambia.
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