“Nonostante l’evidente fallimento del modello Orbán, alle urne, come di fronte alla Corte UE, l’Italia continua a seguire il modello dell’ex premier ungherese con l’imminente approvazione del ddl Valditara, prevista per questa settimana, che vedrà un presidio di protesta sostenuto da numerose reti sociali e realtà politiche in piazza Vidoni a partire dalle 11:00”. Così Rosario Coco, Presidente Gaynet, in una nota.
“La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la legge ungherese che censura le persone LGBTQIA+ nei media viola l’articolo 2 del Trattato sull’Unione Europea. La causa, intentata dalla Commissione con il sostegno di 15 Stati membri UE, rappresenta la più grande procedura sulla violazione dei diritti umani mai portata davanti al Giudice europeo, nonché una sconfitta per l’intero impianto normativo anti-lgbt e anti-gender su scuola, media e diritti riproposto nei Paesi governati dalle destre estreme. L’Italia non era tra i Paesi che sostenevano la causa contro l’Ungheria e, come in altre occasioni, non ha mancato in questi anni di schierarsi invece con Orban; basti ricordare i video imbarazzanti di Meloni e Salvini per la campagna elettorale dell’ex primo ministro ungherese. Il ddl Valditara, riprende alcuni elementi chiave del modello ungherese, in questo caso sull’educazione sessuo-affettiva, ovvero quello di contenere la fantomatica teoria-gender nelle scuole vincolando ogni intervento di sensibilizzazione al consenso dei genitori. Un provvedimento surreale in un Paese in cui aumentano suicidi giovanili, violenza di genere e discriminazioni, che mette a rischio le comunità scolastiche a prescindere da orientamenti e identità. Per questo, diverse realtà della società civile e forze politiche saranno in presidio domani a Roma, a Piazza Vidoni, a partire dalle ore 11:00″.
(21 aprile 2026)
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