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Oggigiorno non c’è da ridere affatto

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di Samuele Vegna
Samuele Vegna

Oggigiorno non c’è da ridere affatto. Mentre c’è chi vuole governare i prossimo cinquant’anni in stile Fidel Castro tramite il premierato o le modifiche costituzionali, o tutti e due, in schema liberticida e contro il sistema giudiziario come lo conosciamo, accade che altro venga approvato silenziosamente contro chi milita in piazza per la giusta ed eterna causa e salvezza e autodeterminazione del popolo palestinese.
Stiamo parlando del “DDL antisemitismo” che ha già ricevuto il sì in senato, e che limita notevolmente, sulla scorta possibile di lobby israeliane potenti, la diffusione di informazioni e di idee che proclamino che Israele dietro spinte del governo del momenti si comporti alla stregua di uno stato totalitario e genocida. Non si hanno notizie sulla semplice insinuazione di tali fatti possibili.

Il Pd, che oramai non esiste più, si è astenuto dal voto, a parte qualche franco tiratore filo israeliano (Sinistra per Israele nasce dalle loro file), mentre 5S e AVS hanno votato no. La destra pur di mettere un bavaglio, e bavagli uno dopo l’altro, bavaglio su bavaglio, ha temporaneamente rimosso il divieto di manifestazione contro Israele, ma non significa che non voleranno più manganellate.

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In più abbiamo l’adozione della definizione IHRA: il cuore della legge è l’accoglimento ufficiale della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance. Questa definizione include non solo l’odio religioso o razziale classico, ma anche forme di “antisemitismo moderno” legate alla negazione del diritto all’esistenza dello Stato di Israele o al paragone tra le politiche israeliane e quelle naziste, demolendo così ogni possibile critica. Ma mica si limitano a questo: sono previsti “percorsi formativi” nelle scuole, nelle università e nelle associazioni sportive per sensibilizzare i giovani e contrastare pregiudizi e teorie complottistiche. E tutto quello che fa cultura ci capirete, non ci trova certo in opposizione.
Varrà anche per l’online: chi si esprime contro Israele viene monitorato più severamente. Insomma, io sono spacciato, anche perché la legge formalizza e dà continuità alla “Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo”, aggiornata periodicamente dal Governo, che dunque, nasconde il rischio del tormento dietro pressione di lobby amiche. Parliamo di rischio, mica di certezze. Facessero le stesse leggi contro mafiosi ed evasori fiscali, saremmo a cavallo.

Non parleremo della armi a Israele, dei sistemi di controllo israeliani sui giornalisti italiani, di intere popolazioni ammazzate, della sparizione dalle cartine geografiche di intere città e di tutto quello che sappiamo perché sta lì, sotto i nostri occhi, tutti i giorni. Così invece della ricerca della pace a qualsiasi costo si pensa a mettere attiviste e attivisti pro-palestina alla gogna, criminalizzando, ostracizzando, e magari in questo momento vogliono farci sentire come Anna Frank, che si nascondeva, silenziosamente, impaurita. Ma non bisogna mai arrendersi.

 

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(16 marzo 2026)

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