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La casa nel bosco e la distrazione di massa

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Serve ogni tanto qualcuno che ricordi le cose come stanno, con calma e precisione. E’ successo a Otto e Mezzo qualche sera fa, quando la giornalista Lina Palmerini (chapeau) ha fatto a pezzi tutta la propaganda del governo ricordando tutto ciò che succede in Italia nel mondo del lavoro mentre Meloni e Salvini giocherellano con la casa nel bosco di quelli che se non gli vanno bene le leggi italiane possono tornare a casa loro (per dirla alla Salvini).

In soldoni: l’ILVA salta in aria, 20mila lavoratori rischiano il posto, ci sono in atto 69 crisi aziendali, si vive uno sciopero sotto l’altro, ma “Meloni e Salvini discutono per giorni della “famiglia nel bosco”. Palmerini punta il dito contro “una maggioranza che scappa dalla realtà e costruisce distrazioni per nascondere il vuoto delle proprie scelte” e scambia favolette inconsistenti per il centro del discorso politico e delle priorità di un paese.
La chiamano agenda, ma è una presa per il culo. Lo diciamo noi, mica Palmerini.

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E diciamo anche altro. Per noi la faccenda della famiglia nel bosco è una roba che, seguendo Salvini e il suo verbo, si risolverebbe in un attimo: non vogliono rispettare le leggi italiane? Se ne tornino in Australia (vi immaginate il casino che monterebbe la Lega se invece di australiani questi fossero arabi?).

Certamente il mondo dell’industria, al di là della propaganda su tutte le reti, richiederebbe attenzione. Ma poi verrebbe a mancare il tendone da circo sotto il quale nascondere la realtà (le realtà) che sono oltre a ILVA, e ai 20mila posti a rischio, i circa 69 tavoli di crisi aperti, 38 attivi e altri 30 in osservazione, sui quali un governo sempre più alla rincorsa dell’illiberalità non dice una parole.

 

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(11 dicembre 2025)

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