di Giancarlo Grassi
Il punto è che, come Lorenza Morello scrive qui, se continui a costruire la morte e la guerra in pensieri, parole, opere e omissioni politiche poi non rimarranno più poltrone su cui appoggiare le tue inutili chiappe. Per questo governo essere amici di altri paesi amici significa essere proni e sposarne il peggio, non mantenere la propria indipendenza collaborando e discutendo magari imparando da Craxi a Sigonella.
L’onestà intellettuale è sconosciuta. Si cercano colpevoli e si cerca lo scontro in nome di un Governo “o con me o contro di me”.
Sono tempi pericolosissimi. Ma sembra non importare. Certamente l’incidente serio, se succedesse, sarebbe funzionale a uno di quei disegni che conosciamo benissimo e che sono funzionali a ciò che conosciamo benissimo: si chiama restringimento delle libertà individuali e dei diritti civili. Si parte dal condannare uno sciopero con sarcasmi un po’ beceri, si continua con minacciare rappresaglie contro chi sciopera e si finisce – vedi Israele – a incarcerare la gente dopo averla imprigionata in acque internazionali.
Trecentomila persone solo a Roma e tutto ciò che sa dire Salvini è minacciare sanzioni contro i singoli cittadini che scioperano… Dove pensa di essere, in Russia? O si è dimenticato quello che diceva il 15 agosto 2015 quando proclamava “Blocchiamo tutto“? Del resto ha notoriamente la memoria corta.
Poi ci sono quelli che “per facilitarvi la lettura” decidono “di ridurre in pillole un articolo di Marco Biondi dal nostro quotidiano #LaProvocazione
Leggi l'articolo →E non importa, né a lui né al governo, se per la quarta volta in dieci giorni gli Italiani riempiono le piazze in giornate lavorative, perdono i loro soldi e lo fanno spontaneamente; se ne fregano, non gli importa, la buttano in politica nel modo più becero, li deridono. A questo governo, e a troppi nell’opposizione, della gente comune non interessa nulla, ma è la gente comune che manifesta.
E non ci stupiremmo se fosse in stragrande maggioranza quella stessa gente comune che a votare non ci va più.
Poi ci sono altre decine di migliaia di persone a Milano e Torino…. Insomma potrebbero essere scese in piazza un paio di milioni di persone e questi cosa fanno? Irridono, minacciano o tacciono genuflessi a Trump e ai potenti del mondo che hanno scelto le atrocità e l’illiberalismo. E questo governo manda in televisione certi giubilei per pura propaganda, anziché ascoltare le piazze e agire di conseguenza.
No. Non è più tempo di quel potere lì, quello che dialogava. E’ il momento di uome e uomini che usano il pugno di ferro e che hanno scelto il dominio a qualsiasi costo. Anche a costo di scatenare guerre e distruggere popoli.
(3 ottobre 2025)
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