di Marco Biondi
Ma cosa vi aspettavate, cosa ci aspettavamo, dall’incontro in Alaska tra Putin e Trump? Pensiamo per un momento chi avrebbe dovuto esserci.
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Intanto le Nazioni Unite che si fanno sentire solo quando non serve. Al di là di un tenerissimo rimprovero a Putin tipo “Ah, biricchino, non si dovrebbe invadere un Paese democratico libero per conquistarselo” non risultano azioni degne di rilievo. Si vocifera anche di una richiesta di Gutierrez a Trump “Ma, secondo te, sono stato troppo duro?”. Ma così è. O sembra essere.
Poi la Nato. Visto che l’Ucraina aveva in corso la richiesta di adesione e aveva dimostrato di avere tutte le carte in regola per essere ammessa eccola invasa prima che potesse entrare in quella alleanza atlantica che non avrebbe concesso alcun attacco, pena una nuova guerra mondiale. Ma la Nato non c’era. E l’Ucraina non entrerà mai più nella Nato.
E poi l’Europa; quell’Unione Europea alla quale l’Ucraina aveva chiesto di essere ammessa, e avrebbe potuto benissimo entrarci rispondendo ai requisiti richiesti o potendo adeguarsi in tempi ragionevoli. È un Paese che appartiene fisicamente al continente europeo, è una repubblica democratica e avrebbe potuto arricchire la Comunità con un economia discretamente florida. Ma l’Europa non c’era. E l’Ucraina non ne farà mai parte.
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Invece c’era Trump, sovranista, che a capo di una delle tre maggiori potenze economiche dell’universo, ha per programma “America first.” Meglio: “make America Great Again”: in soldoni prima noi e gli altri si fottano. Sooo American indeed.
E, secondo voi (secondo noi), questi Stati Uniti che si incontrano con la Federazione Russa il cui capo, ex KGB è un noto dittatore talmente fortunato che tutti i suoi oppositori muoiono in circostanze fortuite, cosa gli avrebbero potuto chiedere? La pace in Ucraina o un accordo su terre rare, armi, dominio di Stati, tra USA e Russia? Prezzemolino Trump, a capo degli Stati Uniti, così solerti nel cacciare il naso nelle guerre degli altri, sempre e solo rigorosamente lontane da casa loro, poteva mettere in gioco qualcosa di suo per evitare la carneficina in atto in Ucraina? Illusi. Qualcosa accadrà, ma sarà qualcosa che va bene a Trump e a Putin, non di certo all’Ucraina.
L’Europa, spettatrice inerme, sta facendo la solita figura dell’incompiuta. Non ha un esercito suo, non ha una politica estera consolidata, non ha un’unità di intenti, spaccata com’è tra Paesi democratici e sovranisti, cosa può fare, oltre che abbaiare alla luna?
La guerra finirà, perché deve finire. L’Ucraina sarà depredata, ancora una volta, e lascerà sul campo territori e risorse, che si aggiungeranno alle migliaia di morti, alle migliaia di bambini e donne rapiti, alle migliaia di donne stuprate. E, dulcis in fundo, dovrà ripagare, salatissimi, i prestiti che riceverà per la ricostruzione. Il mondo è immondo.
L’(in)umanità non è stata capace di darsi delle regole né un’organizzazione per evitare – sul serio – che i prepotenti abbiano il sopravvento sui più deboli. La Chiesa continuerà a predicare, l’ONU continuerà a rimbrottare e gli innocenti continueranno a morire. Così è, anche se non vi pare.
Poi diranno che è stato un colpo di freddo a far loro venire i mal di pancia.
(19 agosto 2025)
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