di Paolo M. Minciotti
Con una decisione a tempo di record, il parlamento ungherese ha approvato oggi il 18 marzo una legge che vieta il Gay Pride e tutte le manifestazioni della comunità LGBTQ+. La legge era stata presentata appena 24 ore prima ed è stata sottoposta al voto dell’aula – 136 i voti favorevoli, 27 quelli contrari – grazie a una procedura d’urgenza.
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A favore i deputati di Fidesz, partito guidato dal premier Viktor Orbán, e quelli del partito Cristiano Democratico, che fa parte della coalizione di maggioranza. La legge prevede che le forze dell’ordine possano utilizzare telecamere a riconoscimento facciale per individuare chi partecipa alle manifestazioni finite all’indice. Vere e proprie liste di proscrizione (si attendono sagge parole sulla democraticità di Viktor Orbán dalla presidente del Consiglio). La legge ès tata presentata, naturalmente, come uno strumento per proteggere i bambini e non si capisce il perché, dato che la legge ungherese prevedeva già il divieto di “mostrare o promuovere” l’omosessualità ai minorenni.
Il togliere diritti agli altri, invece, è spettacolo edificante ad mostrare a tutti.
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(18 marzo 2025)
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