Il ministro degli Esteri e vice-presidente del Consiglio, poltrona che condivide in augusta comproprietà con Salvini, raggiunto dalla stampa in occasione del trentennale della discesa in campo di Berlusconi [sic], celebrazione irrinunciabile per gli adepti alla religione del berluscosmismo, culto pagano fondato nel 1994 molto prima che apparisse il Vate Grillorum, alla richiesta della stampa di commentare alcune proposte dell’opposizione ha risposto così: “L’opposizione pensi a guadagnare voti”.
Posto che augurarsi che gli avversari politici guadagnino voti, invitandoli ad operare in tal senso non appare un gran colpo di genio, stupisce che Tajani, leader di quella Forza Italia che sta nei sondaggi al 7,4% e che si trova al governo grazie all’alleanza con Meloni che governa con una maggioranza di tale portata che non bastano i voti dei suoi tre alleati per totalizzare il 50% dei voti di FdI, invece di invitare i suoi a trovare la maniera di aumentare i voti del suo partito inviti le opposizioni a farlo.
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(26 gennaio 2024)
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