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Flusso mestruale doloroso: un segnale del corpo che merita attenzione

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I numeri delle donne che, in Italia, soffrono per via del flusso mestruale doloroso sono molto alti. Secondo autorevoli fonti, per la precisione quelle presentate in occasione di una proposta di legge sul congedo mestruale nel 2016, dal 60 al 90% delle donne in età fertile, in Italia, sperimenta dolore durante le mestruazioni.

Molte di loro hanno a che fare con sintomi talmente intensi da rendere difficile la conduzione di una vita quotidiana serena. Premettendo l’importanza di avere sempre in casa, soprattutto se si ha familiarità, farmaci per alleviare i dolori mestruali – quelli senza obbligo di prescrizione, da assumere comunque dopo aver consultato il proprio medico, si possono acquistare comodamente online su store legalmente autorizzati come quello di Farmacia CEF – ricordiamo che il segnale sopra menzionato non va considerato normale.

Non bisogna mai dimenticare che la dismenorrea è di due tipologie. Si parla di dismenorrea primaria, con un quadro all’insegna della sintomatologia dolorosa che inizia a palesarsi presto, già 6 mesi dopo il menarca, e di dismenorrea secondaria, il cui esordio avviene in età tardiva.

Per la prima, la scienza non ha ancora individuato un causa specifica. Si ipotizza che, alla base della sintomatologia dolorosa, ci sia la sinergia fra le contrazioni uterine, che provocano vasocostrizione, e il quadro infiammatorio generale, che provoca il rilascio di prostaglandine.

Alla base della dismenorrea secondaria, invece, è possibile trovare delle anomalie a livello pelvico, in primis l‘endometriosi, ossia la presenza, all’esterno dell’utero, di endometrio, il tessuto che normalmente riveste la cavità dell’organo.

Malattia che, purtroppo, è diagnosticata tardivamente, circa 7 anni dopo il palesarsi dei primi sintomi, l’endometriosi richiede un approccio specifico per affrontare problematiche potenzialmente invalidanti come il dolore durante i rapporti o la riduzione della fertilità. A seconda delle condizioni della donna e del grado della malattia, si può procedere con la somministrazione di farmaci estroprogestinici o progestrinici, piuttosto che con interventi chirurgici finalizzati alla rimozione delle aderenze.

Il flusso mestruale doloroso a ogni ciclo può rappresentare anche un segnale della presenza di adenomi o fibromi, situazioni degne di immediata attenzione medica sia per avere la certezza che non evolvano in formazioni maligne, sia per valutare, in generale, se rimuoverle o meno nei casi in cui si desidera una gravidanza (la loro posizione può aumentare il rischio di criticità nell’impianto dell’embrione).

Ricordiamo infine l’importanza di non trascurare il flusso mestruale doloroso dopo i 40 anni, periodo della vita che vede la donna cominciare a prepararsi, con il corpo e con la mente, alla fase dell’esistenza di fine totale della fertilità.

Il sintomo appena menzionato, infatti, può essere spia di problematiche a carico della tiroide.

 

 

(25 gennaio 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 



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