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di Marco Biondi

Ciao maschio, sono maschio anch’io e oggi voglio raccontarti quello che sto insegnando a mia figlia, perché adesso, sappilo, quello a cui stiamo assistendo è veramente troppo. Lo so che viviamo in una società che per secoli è stata imperniata sul patriarcato. Lo so. Quando sono nato io, la grande maggioranza delle donne stava in casa, e accudiva i figli oltre a occuparsi delle faccende domestiche. Il maschio andava a lavorare e guadagnava quello che serviva alla famiglia. Era questo il patriarcato.

Ma anche allora, la donna si doveva rispettare. Non lo facevano tutti, certo, e ben poche donne avevano il coraggio di ribellarsi a quello che, a volte, accadeva nella loro camera da letto. Ma chi era cresciuto con un minimo di valori morali, che fossero religiosi o meno, sapeva che il NO era NO, e non c’erano discussioni. Però, maschio mio, vorrei che tu capissi che la società è cambiata e le abitudini di un tempo non ci sono più. Purtroppo dici tu? Beh, dipende dai punti di vista.

Quello che è certo è che la donna oggi dovrebbe avere una consapevolezza diversa, anche se, purtroppo aggiungo io, non tutte ne sono ancora pienamente coscienti. Allora, visto che quanto apprendiamo giornalmente dai media, è disgustosamente inaccettabile, ci tengo che tu sappia quanto sto io insegnando a mia figlia.

La prima cosa che le insegno è che, prima di essere donna, lei è persona. Non esiste alcuna persona al mondo che possa avere diritti, e doveri, diversi, solo per insignificanti particolari come il colore della pelle, il credo religioso, il sesso, l’orientamento sessuale. Quindi quello che le insegno è destinato a lei come persona, prima ancora che come donna.

E poi le dico: quando tu avrai a che fare con altri esseri umani, superata la fase dell’infanzia e quindi con relazioni consapevoli, vorrei che tu non permettessi a nessuno di limitare la tua libertà; libertà in tutte le sue accezioni: nello scegliere con chi stare, con chi andare a divertirti, con chi condividere il tuo tempo. Non è importante, ancora una volta, come deciderai di vestirti, se deciderai di bere alcolici nelle tue serate, se deciderai di accompagnarti con maschi o con femmine. La tua libertà è inviolabile. E se un domani qualcuno ti criticherà per qualcuna di queste tue scelte, ascoltalo solo se si rivolge a te con educazione e comprensione. Non permettere a nessuno di importi nulla che limiti la libertà delle tue scelte. Sappi che la risposta giusta sarà sempre: “Se non ti sta bene, il mondo è grande, vai pure con qualcun altro”.

La tua indole femminile ti porterà a essere, spesso, tollerante e conciliante. E’ una dote preziosa. Ma non confondere la tolleranza con la passiva accettazione di azioni e comportamenti che non dovresti, mai, accettare. E non far prevalere la tua attitudine di crocerossina. Se il tuo uomo ha dei problemi e non sa accettarti come donna libera e non sa accettare i limiti che devi imporgli, non illuderti che col tempo possa cambiare. Una persona malata guarisce con medicine e terapie, non con la compassionevole accettazione delle sue prevaricazioni.

Devi imparare a essere un buon arbitro di calcio, cosa che lui certamente capirà. Alla prima aggressione, fisica o morale, purché non gravissima, c’è il cartellino giallo. Alla seconda scatta il rosso, senza appello. O accetta di farsi curare e torna da guarito, o è meglio che se ne vada per la sua strada. Meglio un braccialetto elettronico oggi che un funerale domani.

Mi dirai che tu lo ami, benissimo; l’amore è un sentimento prezioso, ma non funziona in modo univoco. Se chi ami non ti rispetta, ti limita, ti maltratta fino magari ad alzare le mani su di te, il tuo è un amore a senso unico. Chi non ti rispetta non ti ama.

Potrai incontrare uomini che cercheranno di approfittare del tuo amore per plagiarti, per accentuare le tue insicurezze, per renderti succube. E’ allora che devi chiedere aiuto. E se chi ti sta vicino non capisce, minimizza o, addirittura, solidarizza con il tuo aguzzino, cerca altrove. Ci sono strutture pubbliche che possono aiutarti. Rivolgiti a loro, senza aspettare.

Non permettere a nessuno di metterti in condizione di rinunciare a vivere serenamente a compiutamente i tuoi anni migliori solo perché hai scelto l’uomo sbagliato e, magari, ci hai fatto dei figli. La vita è una e non va sprecata”.

Maschio, se sei un maschio sbagliato, magari dipende da una famiglia che non ha capito quanto sia importante darti la giusta educazione o che non è stata capace di dartela. Magari semplicemente perché la famiglia stessa è stata vittima di un maschio sbagliato, un  padre padrone. Se scopri di avere comportamenti sbagliati, fatti aiutare. Meglio un periodo di terapia che anni in carcere, magari con un macigno sulla coscienza per non essere riuscito a frenare i tuoi istinti e aver causato la morte di un essere umano. La legge potrà trovare delle attenuanti, ma la tua coscienza non è detto che ci riuscirà.

A ogni donna io chiedo di aiutarci a interrompere questa spirale di violenza che sembra non volersi arrestare. Se siete madri, insegnate ai vostri figli maschi il rispetto delle persone e alle vostre figlie femmine, insegnate a fermare la violenza, verbale o fisica, appena si manifesta. 

Maschio, le tue mani su una donna usale solo per dare piacere e amore. Sono fatte per questo. Tutto il resto è drammaticamente sbagliato. Pensateci, tutti e tutte, prima che sia troppo tardi.

 

(26 novembre 2023)

©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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