di Daniele Santi

Ne fanno una al giorno. Non gli è bastato il caso Almasri, non gli è bastato nemmeno il referendum, che ha voluto e perso lui insieme alla presidente del Consiglio, non gli è bastata la sua infelicissima dichiarazione sulle “modiche quantità” con seguente arrampicata sugli specchi scivolosissimi del dico la qualunque ma cerco di dirla bene, che gli esplode una Nicole Minetti sulla scrivania. Riassumiamo velocemente i fatti. Il 18 febbraio scorso, il Presidente Mattarella ha concesso la grazia per “motivi umanitari” all’ex consigliera, condannata in via definitiva per il caso Ruby e peculato. C’è di mezzo un’adozione, un minore ammalato, il fatto che ora lei è madre (seppur adottiva, ma legittimamente madre) e deve prendersi cura del pupo che ha accolto in famiglia.
Ne esce un’inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano che mette in dubbio la veridicità delle condizioni di salute del familiare minore per cui la clemenza era stata chiesta. Il caso investe il Quirinale, che citando una possibile “supposta falsità” degli elementi presentati, chiede al ministro Nordio chiarificazioni urgenti. Il Ministero risponde che agli atti non risultano irregolarità, ma l’ipotesi di una revoca del provvedimento resta sul tavolo. Minetti dal canto suo annuncia querele.
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Insomma non passa giorno che una peste non colga via Arenula, con le dichiarazioni del ministro Nordio tra il colto e lo scomposto che riesce a non rispondere mai nel merito preferendo, utilizzare i toni di chi ne sa tanto più di tutti voi messi insieme. Nordio ha la coscienza a posto, mica come voi che chissà a cosa pensate, e sostiene che la procedura seguita dal Ministero sia stata corretta e priva di “nei” dato che il parere favorevole alla grazia è basato sulle relazioni del Procuratore generale di Milano, che evidenziavano la difficoltà per Minetti di assistere un minore (motivo principale della richiesta). Certamente il fatto che il Quirinale divulghi una nota stampa (al link in alto) dicasi lettera “urgente” del Quirinale che sospetta falsità nei documenti presentati, ha costretto il ministero ad aprire un’indagine interna per ricostruire i fatti, ma lo fa ribadendo che, agli atti ufficiali, tutto risulta regolare anche se non ci si lascia sfuggire l’occasione per scaricare un po’ di colpe su “supposte falsità” che riguarderebbero le informazioni fornite dalla difesa della Minetti e non il lavoro di verifica del Ministero, che si è fidato dei documenti prodotti.
Se fosse così, il ministero non avrebbe verificato mettendo in serio imbarazzo Mattarella che si trova ad avere concesso una grazia che forse non doveva essere concessa. Ed ora tutti di corsa a cercare di raffazzonare su una soluzione. Fanno disastri ogni volta che toccano qualcosa. Imbarazzanti.
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(28 aprile 2026)
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