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Elly Schlein: “L’Istituzione Presidente della Repubblica non si tocca” e aggiunge il “No all’autonomia differenziata”

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di Pa.M.M.

Dopo la convocazione con gran spolvero della presidente del Consiglio che mira alle grandi riforme mentre fatica a governare l’ordinario, e poco prima di essere ricevuta dalla lider maxima la segretaria del PD Elly Schlein ha rilasciato un’intervista al TG3 dove ha parlato di come il “cambio della legge elettorale e il stop ai listini bloccati” così che la gente sappia chi vota (e ciao ciao ai donzelli vari) rappresenti qualcosa “che andrebbe nella direzione della stabilità politica” che Meloni attribuisce a nuovo un disegno della Costituzione italiana ad uso Fratelli d’Italia, possibilmente illiberale. Lo scrive il nostro quotidiano Scandianonotizie.it.

Elly Schlein ha così tradotto in pragmatismo emiliano ciò che Meloni dichiarava con la solita fanfara in piazza ad Ancona (meno gente in piazza di quanto le immagini facessero immaginare); quel dire “Basta ai governi creati in laboratorio” che è proprio ciò che accade con i listini bloccati che hanno permesso a tanti impresentabili oggi in parlamento, di finirci a spese degli italiani senza che gli italiani sapessero chi andavano a votare. E poi si lamentano dell’astensione.

Arriva quindi dal PD la prima risposta politica alla rivoluzione enfatizzata, prima che prevista, da una presidente del Consiglio troppo spesso vittima dell’altissimo concetto che ha di sé. La proposta elettorale riporta il carrozzone coi piedi per terra anche perché Schlein, come già Conte prima di lei, dice chiaro che di autonomia differenziata nemmeno a parlarne e che senza cassare quella proposta dal futuro dell’evoluzione (involuzione) italiana non c’è spazio per trattative. Con il pollice quasi verso di Calenda i due terzi del Parlamento che sono il sogno e l’incubo di Meloni sono così già più distante degli scafisti da rincorrere per tutto il globo terracqueo e che stanno ancora dove stanno a fare il loro mestiere di mercanti di uomini mentre questo governo di parolai sulla storia dei migranti c’ha sollevato persino uno stato d’emergenza. Parolai da distrazione di massa. Una al giorno.

Così mentre Meloni lancia il solito diktat ché tanto le piace lanciare diktat dicendo “Ok al confronto, ma no a intenti dilatori” (ed è appena all’inizio), Elly Schlein uscendo dall’incontro gliele canta subito: “Non possiamo dire che fino qui il confronto ci sia stato; nel mentre procedono con forzature sull’autonomia differenziata e sulla riforma degli enti locali. Per noi rafforzamento della stabilità e della rappresentanza vanno di pari passo”. Ha quindi continuato Schlein dicendo “No al premierato, no al Sindaco d’Italia che indebolirebbe il parlamento” ribadendo: “Noi siamo contrari”.

Prima di Schlein aveva parlato Carlo Calenda, “Siamo disponibili al confronto, ma non si tocchi la figura del presidente della Repubblica” con il leader di Azione anche Mariangela Boschi(Iv) dopo l’incontro del Terzo Polo con Meloni sulle riforme anche se apre all’idea dell’elezione diretta del premier “Sindaco d’Italia” (figura che non esiste in nessun altro paese). E’ più netto Giuseppe Conte: “Non c’è condivisione con il governo”, dichiara  mentre sottolinea la necessità di un rafforzamento del premier e ribadisce il no a qualsiasi forma di elezione diretta. Unica apertura quella sulla formazione di una “commissione ad hoc”. Insomma l’ennesimo successo per le destre che se vorranno andar avanti dovranno farlo a colpi di maggioranza, ma allora sarà un golpe – e Schlein lo ha detto: “Non siamo per ridimensionare il ruolo del presidente della Repubblica verso un modello di un uomo o un donna sola al comando” – e non un pacchetto di riforme.

Poi esce Meloni di nuovo in veste istituzionale, accattivante, madre d’Italia. Tutto il contrario dell’agitatrice che lanciava slogan dal palco di Ancona. Siamo sempre alla propaganda pura. Non ci saranno riforme a fare da coperta alle incapacità del suo governo: hanno la maggioranza assoluta, e Meloni si inventa che non riesce a governare e necessita di stabilità ed ha quindi bisogno di riforme che non farà mai?.

 

 

(9 maggio 2023)

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