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Sulla maternità surrogata Roccella delira di “selezione della razza” e Mollicone di “peggio della pedofilia”. Si ascoltano quando parlano?

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di Giovanna Di Rosa

A queste destre senza idee, ma con molta ideologia basata sul desiderio che tutti facciano esattamente quello che la ministra vuole, non necessariamente la ministra Roccella, una ministra qualsiasi, tanto dicono tutte e tutti le stesse cose, l’unica cosa che viene bene è la verbosità violenta. Aizzano le masse contro altre masse. Si inventano locuzioni atte a colpire. Che non parlano delle questioni come sono, ma vengono raccontate come devono raccontarsi affinché siano credibili e veicolabili.

Mentre a Roma si manifestava (qui l’articolo di Silvia Morganti) la ministra Roccella pronunciava parole inaccettabili come “Si sceglie chi dà l’ovocita attraverso una sorta di selezione della razza – la donna deve essere alta, bella, bionda, generalmente è dell’Est – l’ovocita di una donna nera costa molto meno di una donna bianca, con connotazioni evidentemente razziste. Il costo dell’operazione è molto alto ma alle donne va una cifra relativa”, parlava da una rete amica, Rete 4, della gestazione per altri e un tanto al braccio. Come è abitudine delle destre. Dimenticava, Roccella, di dire che sono in larghissima parte le coppie eterosessuali a optare per la maternità surrogata, per l’80% circa, e che le cliniche che la praticano sono prevalentemente private, come è privata la sanità della Lombardia, ad esempio, di quel presidente Fontana rieletto coi voti del suo partito.

Poco prima della staffilate verbali di Roccella c’era stata un’altra spaventosa uscita di una dei Fratelli d’Italia messi lì da Meloni per fare la figura di quella che ne sa più degli altri, quel Mollicone che dagli schermi di La7 gridava lo scorso 20 marzo che la maternità surrogata “E’ un reato grave, più grave della pedofilia”. Tanto garbo dal presidente della commissione Cultura della Camera ed esponente di FdI, non era certo inaspettato. Poi Roccella rincara “Vogliono scegliere un figlio come la tinta di casa”, aggiunge.

E non si può andare oltre a commentare ciò che non è commentabile e che si commenta da sé in tutto il suo oscurantismo medievale che perde di vista, obnubilato da tanto furore, persino il buon senso. E non lo diciamo pro maternità surrogata, lo scriviamo pro convivenza civile che ogni governo, in primis queste destre che legiferano contro i rave per nascondere i loro fallimenti, dovrebbe tenere in altissima considerazione.

Solo una domanda: se l’obbiettivo è la pratica in sé, perché tanto odio contro i bambini?

 

 

(27 marzo 2023)

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