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HomePoliticaDimissioni di Draghi: Mattarella dice no

Dimissioni di Draghi: Mattarella dice no

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di Daniele Santi

E mentre sul mondo politico italiano troneggia l’intuizione di Meloni che grida “Governo finito”, intuizione al confronto della quale la rivoluzione copernicana è un dettaglio, ecco Draghi salire al Quirinale per presentare le sue dimissioni a Mattarella che le respinge, secondo copione.

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Il M5S insomma perpetua la sua sinistra fama: non solo non sa governare, ma non sa nemmeno far cadere un governo. Nella distinzione generale anche Meloni d’Italia fa la sua parte cominciando a gridare “al voto al voto” per far credere che in Italia un governo è finito quando lo dice lei. Errore. Il governo chiude i battenti quando il presidente della Repubblica verifica che non ci sono più maggioranze possibili ed è lui a sciogliere le Camere. Non Fratelli d’Italia che nelle loro corde hanno più un’arcaica idea da ventennio di cancellarle, magari. Anche se non si spingeranno a tanto.

Dunque niente dimissioni, ma decine di punti di spread in più, caduta delle borse del 3% o giù di lì e un altro capolavoro di Giuseppe Conte leader mai eletto in parlamento, preso di là e portato di qua, eletto presidente del M5S a suon di tira e molla e che oggi gioca all’estremismo populista sulla pelle dell’Italia per puro interesse elettorale. E’ Luigi Di Maio, non proprio uno che non conosce le dinamiche del Movimento, a dire ai quattro venti che “la dirigenza del M5S preparava lo stop a Draghi da mesi”, non lo diciamo noi.

Il rumour di Luigino conferma quindi non solo che il grillini non sanno governare, né sanno far cadere un governo, ma nemmeno sono in grado di pianificare come far saltare una poltrona. Poco capaci, e sicuramente poco convinti, fino alla fine. Ora vedremo dove si spingeranno, in nome di cosa se non del baratro per ideologia (quale? almeno ne avessero una) e votandosi a quale dio che non sia il dio grillo – che non è quella cosa che si vende come unico dispensatore di piaceri. Ancora più interessante sarà leggere i titoli del giornale amico che oggi strillava a tutta pagina: “Conte resiste”, come se si trattasse di una partita di pallone e l’ex premier fosse un portiere bersagliato dagli attaccanti quando sembra più essere un’attaccante che sbaglia il colpo persino a porta vuota.

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(14 luglio 2022)

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