di Paolo M. Minciotti
Sparatoria mirata alla comunità LGBTIQA+ di Oslo (perché quella internazionale capisca), in un attacco terroristico che ha colpito tre locali nel centro di Oslo alla vigilia dell’Oslo Pride previsto per il pomeriggio del 25 giugno e subito cancellato su consiglio delle forze dell’Ordine. L’attentato ha lasciato sul terreno due morti e ferito ventuno persone.
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Un uomo è stato fermato dalla Polizia, ma non ci sono dettagli sulla sua nazionalità né di altro tipo, tantomeno sulle ragioni del folle gesto forse suggerito da omofobia. Nella giornata in cui gli USA cancellano il diritto all’aborto, e uno dei giudici della Corte Suprema nominato da Trump dice che si devono rivedere le Leggi sui diritti delle persone LGBTIQA+, questo attentato locale che colpisce una comunità globale solleva numerosi interrogativi sul lavoro dei neofascismi planetari asserviti alle derive integraliste delle destre religiose suprematiste.
Secondo fonti della polizia citate da Nrk, gli indizi portano a un autore solitario, che avrebbe agito da solo in tre locali colpendo prima il London Pub, e quindi ferendo alcune persone in un fast food e in un jazz club vicino. Le stesse fonti parlando di due armi sequestrate.
Un testimone ha riferito di aver visto arrivare un uomo che ha subito estratto una pistola da una borsa e ha iniziato a sparare. Il premier norvegese, Jonas Gahr Stoere, ha parlato alla Bbc di “attacco atroce contro persone innocenti“.
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(25 giugno 2022)
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