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lunedì, Settembre 27, 2021

Marco Travaglio a Draghi: “Figlio di papà che non capisce un cxxxo”. Un altro che non si fa mancare niente

di Daniele Santi, #politica

Per chiudere l’argomento, e non parlare più di quest’altra orribile uscita di Travaglio, basterebbe ricordare che Mario Draghi ha perso il padre e la madre, in pochissimo tempo, quando era appena adolescente, ma essendo Travaglio uno che non si fa mancare niente, non si capisce perché la si dovrebbe chiudere qua.

Perché, vedete, questo lo capisce anche Travaglio, sarebbe davvero ora di chiuderla questa lunghissima stagione di offese personali continue, di continue orribili illazioni sulle competenze altrui messe in piedi da gente che di competenze ne ha poche e quelle poche sgrammaticate; sarebbe ora di chiudere quelle boccacce che lavorano sull’invidia, propria e altrui, per screditare, screditare, screditare, anche quando sono eccellenti professionisti della parola scritta. Come Travaglio è. Potrebbero fare di meglio, no? Ad esempio quelle analisi approfondite che Travaglio è in grado di fare, così come i vari Sallusti, il quale ha cambiato rotta recentemente, i Feltri (Vittorio), che purtroppo sembrano avere deciso che non c’è più bisogno di buon giornalismo, ma solo di picconatori colpo in canna pronti a dirigere i loro bazooka contro la persona piuttosto che contro il suo operato. A questo punto siamo dopo ventisette anni di offese personali al posto di proposte ed azioni politiche.

Può davvero sentirsi fiero Travaglio delle offese a Draghi alla festa di ArticoloUno? Noi riteniamo di no, ma non abbiamo idea, non ce l’abbiamo più, di cosa passi per la testa di questa gente quando decidono che è il momento di aprire i lanciafiamme e dare fuoco all’idolo.

 


Che Speranza e Renzi prendano le distanze, non stupisce. Nemmeno stupisce che la Lega chieda le dimissioni di Speranza – dato che il ministero della Salute fa molta gola a Salvini e Fontana; nemmeno stupisce che Chiara Geloni difenda Travaglio: è tutta la stessa robetta, purtroppo. Stupisce lo spettacolo prima di tutto, a qualsiasi costo e non importa a che costo.

E’ troppo, ed è troppo poco allo stesso tempo, aspettarsi ancora qualcosa da questa volgarità intellettuale e da questa tonnara di neuroni.

 

(26 luglio 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 



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