di Daniele Santi, #politica
Ci sarebbe una certa soddisfazione nel vedere le piazze piene se non ci fossero due questioni alla base che le rendono impopolari. La prima: sono piazze governate da neofascisti e il popolino ci casca, come c’è sempre cascato. Due: se la prendono, quelle piazze, con cose pregnanti come la mancanza di libertà [sic] – è infatti tipico dei regimi totalitari permettere manifestazioni libere con fumogeni ed insulti al governo e alla polizia – dimenticandosi di cose di nessunissima importanza come il diritto di licenziare dei datori di lavoro, questione liquidate con quattro volgarità via post sui social e già superata dalla dittatura del Green Pass.
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Una mandria di poveracci incolti che fanno più vittime del fascismo strisciante che riesce a farli sentire importanti organizzandosi per farli gridare tutti insieme, nello stesso giorno, contro un obbiettivo che non è nemmeno un obbiettivo, ma l’ennesima fascistissima presa per il culo nella quale, di nuovo, cadono.
Sono ancora più pericolosi, questi ciechi e sordi (purtroppo non muti) fasciodiretti, di coloro che li organizzano a loro insaputa illudendoli di esseri liberi perché gridano libertà mentre si stanno prestando alla costruzione di una nuova dittatura. Questa volta, vera.
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(25 luglio 2021)
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