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E poi venne il tempo del partito di Giuseppe Conte?

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di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Conte

 

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Metti che Renzi a gennaio decida di far saltare il Conte-bis per motivi che, francamente, devono essere poco noti anche a Renzi stesso, o forse non li dice a noi, ché non siamo in confidenza; metti che ci riesca visto che non è nemmeno troppo difficile, considerati i numeri in Senato. Metti anche che non si trovi la quadra e che Mattarella decida di sciogliere le Camere (Renzi deve far presto, il 31 luglio comincia il semestre bianco), toccherebbe tornare a votare.

A quel punto, lo dicono gole profonde romane facendo accenni vaghi alla figura di Bettini, grande mente della politica romana, il quale Bettini appoggerebbe il progetto con la complicità di due ministri: uno PD e l’altro M5S… A quel punto, dicevamo, potrebbe anche prendere vita quel “partito di Conte” che mette paura a mezzo governo. O addirittura potrebbe realizzarsi un Conte a capo del M5S e quindi leader della coalizione M5S/PD che guidi l’assalto alla vittoria alle elezioni.

Il possibile partito di Giuseppe Conte varrebbe attorno al 15% dicono quelli che ne sanno a pacchi di politica, quindi non noi che siam l’ultima ruota del carro, e potrebbe essere la ghigliottina sulla testa di Italia Viva la cui leadership in questo momento non sembra brillare di lucidità, per usare un eufemismo. Un possibile partito del premier potrebbe valere tra l’8 e il 12% dei voti, dicono quelli che ne sanno a pacchi, con un paio di sondaggisti che lo quotano al 10% con voti de vengono sia dal M5S che dal PD e in piccolissima percentuale da Forza Italia. Poi c’è una ricerca dell’ottobre 2020 secondo la quale il partito di Conte potrebbe addirittura ottenere il 15% delle preferenze.

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Vada come vada l’unica cosa certa è che a rimetterci, oggi, da possibili elezioni anticipate sarebbero un’entità fisica ed un’entità-nazione: nell’ordine Matteo Renzi e l’Italia tutta, travolta da elezioni alla vigilia di un Next Generation Plan del quale quelli impegnati a litigare senza rendere noto il perché, sembra non importare molto.

 

(28 dicembre 2020)

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