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L’Olanda paradiso fiscale voluto dal sovranista Rutte, camerata di Meloni e Salvini

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di Giancarlo Grassi #Olanda twitter@gaiaitaliacom #Sovranisti

 

Mark Rutte, 53enne premier liberale che guida l’Olanda dal 2010 e l’ha trasformata in un paradiso fiscale intra-europeo che frega imponibile agli stati membri, è l’ennesimo esempio europeo di sovranismo egoista ed opportunista che sfrutta le risorse europee di tutti a proprio esclusivo vantaggio. Non è solo questo. E’ anche leader di un partito che si chiama Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), nome che è in perfetta sintonia con i nomi di altre formazioni ultralibertarie (ma in realtà sovraniste) che confondondono le libertà coi liberismo agendo contro le libertà attraverso il liberismo.

Il Rutte è buon compagno di ventura di MeloniSalvini, italici alfieri della protesta del popolino che li ascolta e finché dura li vota, per i quali il sovranismo è sinonimo di libertà – soprattutto le loro – e che oggi, di fronte all’ennesimo tentativo dell’Olanda di affondare definitivamente l’economia italiana – proprio come se non fossero bastati i governi a componente leghista-centrodestrista – devono sbrogliare una matassa intricata: incrinare l’asse sovranista che dall’Ungheria dell’altro buon amico di Meloni e Salvini, arriva alla Polonia passando da Visengrad e con gran balzo approda al leghismo e al patriottismo alla Sallusti di Fratelli d’Italia della leader biondo -Le Pen? O proseguire facendo finta di essere dei veri democratici inpatria e votando contro l’Italia in Europa? Non sarebbe nemmeno la prima volta che lo fanno.

Probabilmente opteranno per entrambe le soluzioni, ma toccherà prendersi la briga di controllare chi ha votato cosa dopo che, attorno alle 17 di questo 9 aprile 2020, il Parlamento Europeo si scannerà per l’ennesima volta sugli aiuti che servono per far ripartire l’Europa, quegli Eurobond – in parolacce un debito condiviso da tutti i paesi europei, non come gli sconti fiscali che l’Olanda offre a discapito dei suoi partner europei togliendo denaro ai suoi partner europei e ponendo veti ai paesi suoi partner europei e che servono solo all’Olanda – certo è che chi pensava che i pericoli per l’Europa, quelli reali, non quelli de noantri  alla Salvini, non si aspettava certo che a rischiare di far saltare in aria l’UE fosse uno dei suoi fondatori storici, ma l’unica cosa che non cambia è che tutto cambia anche se noi umani, soprattutto quelli che si danno alla politica per vanità, continuano a pensare che tutto sia immobile e sottoposto ai loro bisogni così umani.

Meloni, da parte sua, ha già trovato la strategia e si è schierata contro il suo camerata sovranista Rutte, perché sul cadavere di Fratelli d’Italia devono passare i nemici del paese, mentre Salvini è così impegnato a cercare di riaprire le chiese – con lArcivescovo di Assisi che gli risponde di non prendere ordini da lui e che le chiese rimarranno chiuse – da non avere troppo tempo per dedicarsi a questione di nessunissima importanza come gli Eurobond. Qualora Conte dovesse farcela, il principe dei sovranisti dell’allegra repubblica di Papeete farebbe una pessima figura. Meglio stare alla finestra.

Così dalla decisione di Rutte non dipenderà soltanto il destino degli Eurobond e delle piccole e medie imprese italiane, o del presidente di Confindustria, umane realtà che guardano alla Lega di Salvini come a un salvifico faro, o della UE con un eventuale euro a due velocità, ma addirittura i destini politici dell’Italia. I nostri piccoli politici, persino Conte sembra un gigante, non sono in grado di dire nulla su un questione tanto seria? Soltanto Di Maio s’infuria, ma sbaglia obbiettivo un’altra volta: se la prende con un giornale tedesco che parla della mafia italiana che vorrebbe mettere le mani sui denari europei. Come se fosse un segreto che queste cose succedono e come se Di Maio non ne fosse stato a conoscenza già prima di questo articolo indecente…

Così mentre Renzi recita il mantra del non vogliamo morire di coronavirus ma nemmeno di fame come se fosse una litania (da Bianca Berlinguer è riuscito ad infilarlo due volte per ogni risposta), il PD tace come se fossero tutti morti, e il governo parla di miliardi da elargire come se non fossero, per ora, niente altri che nuovi mutui camuffati da aiuti. Gli aiuti, signori del parlamento, sono un altra cosa. Lo dice la parola stessa. Spiegatelo a Rutte, ma prima imparatelo voi.

E se non avete altro da fare provate a ricordare a Meloni di quando festeggiava con Salvini e gli olandesi che oggi non vogliono gli eurobond. C’è un post su Facebook del 22 settembre 2019 che deve avere dimenticato di cancellare, cercatelo. E’ quello della foto in alto.

Meloni, però, velocissima, ha già fatto la sua giravolta: prima tutta un sovranismo coi suoi camerata olandesi ed ora lancia in resta, novella Giovanna D’Arco sposata Le Pen, la bionda urlatrice grida ai suoi fan: “E’ intollerabile farsi fare la morale da gente che in Europa fa paradisi fiscali, ho chiesto a Conte di chiedere sanzioni per paesi come l’Olanda”.

Quelli che “in Europa fanno paradisi fiscali” sono gli stessi di quell’altro partito sovranista e anti-Europa ‘Forum per la democrazia’ (FvD) di Thierry Baudet, lo stesso Baudet accolto come una star da Meloni e soci nell’edizione dello scorso anno di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia. Piena di suoi fan.

Che fatica dev’essere fare la giravolta e poi farla un’altra volta… Chiedetelo anche al M5S. Loro sono degli esperti.

 

(9 aprile 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 



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