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Alessandro Sallusti “benedice” il Coronavirus che “spazza via il 25 aprile” e porta “la vera Liberazione”

Foto: Fabio Cimaglia | LaPresse

di Daniele Santi #Politica twitter@gaiaitaliacom #Coronavirus

 

C’è qualcosa che non cambia mai in questa Italia ed è l’insopprimibile bisogno di essere qualcuno o anche solo semplicemente di sentirsi qualcuno non importa a quale prezzo e con quali azioni. Che Alessandro Sallusti cerchi lo scandalo gratis, inanellando una serie di affermazioni raccapriccianti non fa nemmeno notizia. Questo è il personaggio, che ha un suo pubblico e una sua credibilità all’interno del recinto di autocelebrazione costruito da chi ciecamente ha eletto il suo datore di lavoro come Capo Supremo ed alimenta col suo consenso la mangiatoia berlusconiana alla quale tanti accorrono per sfamarsi.

Alessandro Sallusti, scrive Libero, “riconosce un merito al Covid.19 : aver spazzato via in poche settimane i residuati ideologici su 25 Aprile e dintorni”. Ci vuole pelo sullo stomaco per riconoscere meriti ad un virus invisibile che sta distruggendo il mondo così come lo conosciamo e scriverci sopra un’articolo contro chi celebra il 25 Aprile, Giorno della Liberazione dai Nazifascisti, giorno che tanto dispiace a chi è rimasto là con la testa e col portafogli e grazie alla quale liberazione può liberamente scrivere ciò che gli pare.

veri seminatori d’odio, e non c’è solo Sallusti, che è divisivo ma non scemo e sa fin dove può spingersi, non si chiamano Alessandro Sallusti che scribacchia cose sui giornali di famiglia, ma stanno da un’altra parte e sono coloro che reggono i fili di un gioco che sta perdendo forma, finalmente, con chiarezza e che è un gioco già perso. Nonostante le, o grazie alle, provocazioni di Sallusti e alla Sallusti, il 25 aprile è incancellabile ed è, anche se a Sallusti e ai giornali e alle corazzate di famiglia non piace, la garanzia che in questo paese esiste una vita democratica.

Quale sarebbe la garanzia? La nostra stessa esistenza.

Senza il 25 aprile i troppi scrivani di giornali di famiglia sarebbero lì a fare il loro mestiere di civil servant, ma noi un giornale non avremmo mai potuto aprirlo. Così che sarebbe sensato pensare, prima di sparare bordate sulla libertà e sui virus che fanno piazza pulita di “fascismi ed antifascismi”.

Dovrebbe infine ricordarsi, il divisivo ma non scemo, esempi recentissimi e ben più potenti ed illustri di Sallusti, che i virus fanno piazza pulita e basta.

Miglior risposta a Sallusti non poteva esserci, tuttavia, di quella pubblicata da Il Fatto Quotidiano, giornale che ci è difficile amare, ma che dice con molta semplicità ciò che andava detto:

…il 25 aprile è un sentimento, più che una festa. E i sentimenti nascono da Mnemosyne, dalla memoria, che non è una “farsa avvelenatrice” ma un eterno mezzo di conoscenza. Io credo che Lei vorrà ricordare questo drammatico periodo italiano. Io sono sicuro che, alla maniera dello storico antico Tucidide, farà di questo pezzo di storia un “possesso per sempre”, così da farlo conoscere ai suoi discendenti che, pur non avendo vissuto l’invasione virale (come noi non abbiamo vissuto la Seconda Guerra Mondiale), rimarranno ammaliati da quella retorica “stupida” e “demagogica” della libertà. In questo modo, tra tanti anni, non ci sarà nessuno a deriderci per una “semplice influenza”.

Il riferimento alla “semplice influenza” dovrebbe far riflettere, i divisivi per mestiere, essendo stata pronunciata da Attilio Fontana e riportata dall’ADN Kronos il 27 febbraio scorso. Il divisivismo non si pratica dal 1945 come scrive per ragioni notissime Sallusti, ma viene praticato dai berluscones dalla famosa discesa in campo del 1992 quando una gerontocrazia fintoliberista profondamente illiberale ha occupato questo paese e non ha più mollato la presa.

 

(7 aprile 2020)

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