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Si vantano di avere “salvato l’Italia” dai loro stessi disastri e si vendono come “salvatori della Patria”…

di Giancarlo Grassi #Peresempio twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Sono una tragedia che inspira ossigeno ed espira scemenze questa triste congrega di guitti impreparati e sgrammaticati che si è messa alla testa dell’Italia (attenzione, una nuova versione del governo pentaleghista è dietro l’angolo. Ve lo scrive uno scemo…), grazie alla creduloneria di chi c’è cascato – sorry, noi no. Se siete affezionati delle trasmissioni televisive che si vendono come di approfondimento [sic] avrete notato come giornalistoni e politiconi stiano lì a cantarsela e suonarsela, fingendo di farlo per voi.

L’ultima narrazione del governicchio messo in piedi in fretta e furia per liberarsi di Salvini (vedi più in alto) riguarda, parole di una ministra a 5 Stelle, questo governo che “ha salvato l’Italia dall’aumento dell’IVA previsto dalle clausole di salvaguardia” come se la faccenduola delle clausole di salvaguardia non fosse stato l’ennesimo (inutile, ahinoi) escamotage del ministro-tragedia Di Maio per proteggere le auguste terga dalle scudisciate dell’Unione Europea. Insomma prima sono bravi perché mettono le clausole di salvaguardia e poi bravissimi perché riescono a disinnescarle. Insomma fanno i disastri da soli e poi si salvano dai disastri che hanno fatto da soli. Insomma tutto così italiano che fa quasi piangere di commozione (cerebrale).

Che il paese sia fermo, che la crescita non esista, che il lavoro non aumenti, che le fatture abbiano tempi di pagamento biblici, che non ci sia innovazione, che i ricercatori scappino, che lo spettacolo e la cultura siano preda di squali che vogliono distruggerla (l’hanno già distrutta, ma facciamo finta di niente), che le mafie facciano ciò che vogliono, molto discretamente ma inesorabilmente, che l’ambiente sia distrutto dal maltempo e che l’Italia sia, in buona sostanza, devastata dalla sua stessa incuria e da una classe politica che dal 1994 non guarda oltre l’elezioni più vicina – e sappiamo quante elezioni più vicine ci sono in questo paese – sembra non interessare nessuno. Né i nuovi potenti (che più ignoranti non si può), né coloro che li votano (che più ingenui non si può). Per non parlare della grande stampa italiana per la quale l’argomento principale degli ultimi giorni è capire quale colore politico rappresentino le Sardine. Donc, un paese – véritablement – di gèni.

 

 

(27 novembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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