di Daniele Santi #Bersani twitter@gaiaitaliacom #PD
Matteo Renzi a Otto e Mezzo: “Urso e l’intelligenza, non solo artificiale, hanno litigato da piccoli”
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Insomma a Pierluigi Bersani “scappa un cazzotto”, o meglio sarebbe scappato, nel caso si fosse trovato vicino a coloro che gridavano “spero ti violentino” alla Comandante della Sea Watch. Pur capendo l’emozione dell’uomo d’azione che scenderebbe in campo anche a nude mani per ristabilire la giustizia [sic], non possiamo esimerci dal ricordargli, al segretario dello smachiare il gziaguaro che è riuscito a perdere elezioni già vinte, che se i nuovi barbari hanno la libertà di fare quello che fanno è anche per responsabilità sue. Molte. E recenti.
Se lui, Bersani e i suoi insieme al buon D’Alema, non avessero devastato il PD, sabotato il referendum fatto saltare in aria l’unico segretario della storia del partito che le elezioni le ha vinte, disconosciuto primarie alle quali avevano partecipato quasi tre milioni di persone, se insomma non avessero usato tutte le armi possibili per far vincere Di Maio e Salvini alle politiche, forse questo paese sarebbe leggermente più civile.
Anche se la loro inciviltà politica non lo garantisce.
Dunque Bersani tenga ferme le mani e, se riesce, la bocca chiusa e riconosca le sue enormi responsabilità nella barbarizzazione d’Italia perché non sta scritto da nessuna parte che “le sofferenze degli elettori di sinistra sono la prova della giustezza di Marx”.
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