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HomeCopertinaAltri Palazzi, Altre Esposizioni veneziane: è l'Arte vista da Emilio Campanella

Altri Palazzi, Altre Esposizioni veneziane: è l’Arte vista da Emilio Campanella

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di Emilio Campanella #Arte twitter@gaiaitaliacom #Venezia

 

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Da Ca’ Corner della Regina a Palazzo Mora; da Palazzo Bembo a Palazzo Cavalli Franchetti; da Palazzo Venier dei Leoni al Palazzo delle Zattere, e fino ai Magazzini del Sale. La Fondazione Prada, quest’anno, con: Machines à penser, mostra aperta al pubblico fino al 25 novembre prossimo, ritenta il successo clamoroso dello scorso anno e snoda il suo percorso espositivo, quasi essenzialmente disposto al primo piano nobile, prendendo le mosse dalla ricostruzione di tre dimore rifugio cossispondenti ad altrettanti filosofi: Theodor Adorno, Martin Heidegger, Ludwig Wittgenstein. Attorno a questi stimolanti spunti, un viaggio interiore di rimandi , suggestioni, riflessioni. A Palazzo Mora, in Strada Nuova ed a Palazzo Bembo, sul Canal Grande, di fronte all’imbarcadero di Rialto del battello n. 1, European Cultural Centre presenta la sua rassegna annuale, internazionale, densa e sfaccettata, ad anni alterni, di Arte o di Architettura, quest’anno in tema con l’argomento della Biennale. Chiusura sempre il 25 novembre, mentre quella settimanale è il martedì, contrariamente a quasi tutti gli altri luoghi espositivi in città.

A Ca’ Foscari, le suggestive videoinstallazioni di Bill Fontana, dal titolo: Primal Sonic Vision, evento collaterale della Biennale, fino al 25 novembre, anche questo. A Palazzo Cavalli Franchetti: Memphis-Plastic Fiels, curata da Jean Blanchaert e Adriano Berengo, divertente per chi desideri rivedere i folli oggetti della propria gioventù. Ancora fino al 25 novembre. Nel giardino, visibile dal Canal Grande, un’installzione di Ai Wei Wei. A Palazzo Venier dei Leoni, la Collezione Guggenheim offre due importanti esposizioni diversissime e felicemente concomitanti: Josef Albers in Messico (sino al 3 settembre) un’ ampia e suggestiva rassegna proveniente del Museo Solomon R. Guggenheim di New York, con opere da quella collezione e dalla Fondazione Annie e Josef Albers, che offre un approfondito raffronto fra la le opere astratte dell’artista e molte fotografie ed altrettanti affascinanti foto-collages di monumenti precolombiani dei siti messicani, che molto influenzarono il suo studio della forma. Accanto, nelle Project Rooms, e fino al 25 novembre: 1948: La Biennale di Peggy Guggenheim, a cura di Grazina Subelyte. La mostra ricrea, a distanza di settant’anni, l’allestimento di Carlo Scarpa, della mostra di opere della collezione di Peggy Guggenheim, nel padiglione della Grecia, vuoto in quel momento, a causa della guerra civile in corso.

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Viene ricreato l’ambiente grazie ad un accuratissimo modello che riprende la struttura dell’edificio, l’allestimento e la disposizione delle opere. Per l’occasione, l’una accanto all’altra, opere note della collezione e Composizione n. 113 (1939) di Friedrich Vordemberge-Gildewart e Composizione (1936) di Jean Hélion che Peggy Guggenheim donò al Museo di Tel Aviv da cui provengono, e che non ritornavano a Venezia dagli annni cinquanta del Novecento. L’esposizione epocale del 1948 servì per far conoscere in Europa le avanguardie artistiche più recenti e gli artisti newyorkesi che sarebbero poi stati di punta nel decennio successivo ed oltre.

Al Palazzo delle Zattere, la Fondazione V-A-C propone fino al 22 ottobre: The explorers Part I. Lynette Yaidom-Boakye e James Richard, curata da Iwana Blazwick. Una scelta delle opere della collezione messe a confronto ed in opposizione, in un tentativo di reazione e connessione che bisognerà attendere per giudicare, quando verrà allestita la seconda parte la quale, forse ovvierà ad un certo senso di vac-uità generale. Si tratta di una ripresa delle quattro mostre allestite presso la Whitechapel Gallery di Londra, nel 2014-15.

A conclusione di questo piccolo viaggio, la bellissima, imperdibile, emozionantissima mostra allestita al Museo Vedova ai Magazzini del Sale. Una collaborazione fra la Fondazione Emilio ed Annabianca Vedova, Studio Azzurro di Milano per la messa in scena, i progetti di Renzo Piano Building Workshop, dal titolo: Renzo Piano, Progetti d’Acqua, aperta fino al 25 novembre. Su otto schermi trasparenti, disposti a riproporre la creazione dello stesso Renzo Piano per il luogo espositivo in cui ci troviamo, vengono proposti e mostrati, progetti, disegni, immagini di realizzazioni dell’architetto genovese. In penombra, in un apparire e dissolversi pacato, evocativo ed un po’ misterioso, di immagini di Venezia, di Genova, di Londra, Atene, Nuova Caledonia, Oslo, Amakusa, Amsterdam, Santander.

 




 

(14 giugno 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

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