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Virginia Raggi “costruita a tavolino”, già che c’erano potevan farla meglio

di Giovanna Di Rosa, twitter@gaiaitaliacom

 

 

Dunque Donna Raggi dei Miracoli e del “No” alla marcia di Forza Nuova – unica decisione sensata in quindici mesi di governo a suon di comunicati stampa trionfanti – non sarebbe nient’altro che una specie di “politica in provetta” preparata a tavolino nei laboratori specializzati in propaganda e bufale della Casaleggio & Associati, proprio per diventare la Favolosa Sindaca che tutti abbiamo sotto gli occhi. Non lo diciamo noi. Lo afferma un libro di prossima uscita scritto da alcuni ex di rilievo.

Concordiamo con quanti obbietteranno che dagli ex c’è da aspettarsi solo veleno, ditelo a me che sono divorziata due volte, tuttavia nel libro “Supernova, la fine esplosiva di una stella”, firmato da Nicola Biondo, già primissimo capo della comunicazione pentastellata alla Camera dei Deputati e Marco Canestrari, ex dipendente della Casaleggio & Associati, ci sono cosine che faranno saltare dalla sedia il Gotha del Sacro Blog. Vate compreso. Prima tra loro l’affermazione che quel “movimento dal basso” vive e prospera “grazie ad indicazioni dall’alto”. Nessuno ne dubitava, nemmeno i grillini, non perché non vedano, ma perché un monoteismo non si mette in discussione nemmeno se fa acqua da tutte le parti, ma averne conferma da chi ha vissuto “dentro” la storia non può che far piacere. Il libro uscirà l’8 settembre prossimo e ne leggeremo delle belle. Tutto in perfetto post-5stelle style.

Il libro ha goduto dell’anticipazione di un capitolo dal settimanale l’Espresso, nel quale si rivelava la nascita della “stella romana” Virginia Raggi, ora notissima come Virginia Raggi dei Miracoli, miracolata proprio nei laboratori della Casaleggio & Associati che fa fuori – d’ufficio – Daniele Frongia, la cui candidatura è vista come il fumo negli occhi da Roberta Lombardi, un’altra cittadina tutta coerenza ed onestà, che invece vorrebbe avere come candidato Marcello De Vito, perché equivarrebbe ad essere lei, la candidata. Gli altri vennero messi in condizione di “non nuocere” grazie alla manovre interne gestite direttamente da Milano, da quella stessa Casaleggio & Associati che secondo il libro avrebbe la possibilità di osservare in tempo reale come si stanno svolgendo le votazioni… a votazioni non terminate. Lo dice Marco Agostini che aggiunge, nella narrazione di Biondo e Canestrati, di aver proposto a Casaleggio senior di far controllare le votazioni on-line da un ente terzo super partes e di avere ricevuto in risposta un secco: “Col cazzo che faccio entrare una società estranea nel mio database…”. Che la dice lunga sul senso che il M5S ed i suoi fondatori danno alla parola democrazia.

Per quanto riguarda Virginia Raggi, ammesso che sia vero che l’hanno preparata “a tavolino”, tanto valeva che la preparassero meglio.





(7 settembre 2017)

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