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Quando Luigi Di Maio diceva ai romani “Abbiamo un miliardo di euro da investire in servizi al cittadino”

di Giovanna Di Rosa

 

 

 

Bei tempi quelli nei quali Luigi Di Maio poteva promettere miracoli, certo che – visto l’andazzo della politica romana – i cittadini della Capitale, pur consci che la possibilità di farsi prendere per i fondelli era molto più di un semplice calcolo probabilistico, sarebbero stati disposti a correre il rischio. Bei tempi quelli nei quali ci si poteva presentare con qualsiasi tipo di proposta, anche la vendita della Cloaca Massima al Qatar, certi che pur di uscire dal guado (guano?) i Romani avrebbero votato chiunque – anche Virginia Raggi – e corso qualsiasi rischio.

Così che Luigino Di Maio ex webmaster ci dava dentro di intenzioni, buonissime intenzioni, ça va sans dire, e la raccontava ai romani, proprio come la raccontava agli Italiani, proprio come la raccontava dai suoi profili social, proprio come la raccontava ai giornali, proprio come continua a raccontarla oggi. Ma dato che c’è chi di web ferisce e chi di web perisce, ci sono mattacchioni ai quali piace ricordare il passato. Anche quello degli altri.

 

 

E c’era chi si occupava di fermare le intenzioni del M5S sul Campidoglio addirittura su carta stampata, perché non si sa mai se domani ci saremo. Ed anche i posteri hanno diritto alla conoscenza. Come sa bene Alessandro Di Battista.

 

 

Luigi Di Maio ex webmaster è di natura modesta, lo si nota dalle sobrie feste di compleanno per pochi intimi e per le sue parche abitudini, anche verbali (nel senso che è parco solo nel parlare correttamente), non solo intellettualmente, così che in questo “amarcord” delle sue migliori intenzioni saltano all’occhio alcune cose che non possiamo mancare di sottolineare: prima di tutto il “miliardo di euro da investire in servizi al cittadino” del quale fino ad ora la Disastrosa Sindaca deve essersi dimenticata, a meno che non sia finito a chiudere il buco nero dei conti della Capitale; non ci tornano i consiglieri che “hanno conosciuto a fondo [sic] la macchina amministrativa” dei quali, francamente, non si ha notizia né si vede traccia, a meno che Di Maio non si riferisse a Meleo, la favolosa assessora dei 36mila euro ad autobus turistico se i tour operator sono fortunati, o quella Meleo che festeggia i 1500 nuovi autobus di ATAC comprati dalla giunta Marino con i voti contrari del M5S, insomma quella Meleo le cui delibere non arrivano mai in giunta; nemmeno ci torna il miliardo di euro “di sprechi e privilegi” che il M5S avrebbe recuperato e dovuto mettere a disposizione dei romani che, au contraire, hanno visto fino ad oggi solo tagli, nasoni chiusi, casette dell’acqua a pagamento aperte, ordinanze anti-alcool in tutti i Municipi, ma NON in quello di residenza della Sindaca ed altre stupidaggini.

Dunque il millantare era alla base dell’evoluzione del M5S da partito di opposizione a partito di governo – che si oppone alla legge sull’apologia di fascismo perché liberticida – già immediatamente dopo le dimissioni obbligate di Ignazio Marino.

 



Il laboratorio romano di Luigi Di Maio, strenuo difensore di Virginia Raggi la Magnifica, è un fallimento sotto gli occhi di tutti. Tra immobilità, processi, indagati, arresti, avvisi di garanzia alla Sindaca, delibere sbagliate e soldi che non ci sono, ecco i teatri chiusi, servizi contro la violenza alle donne che non esistono più e centri per portatori di handicap sfrattati… Altro che servizi ai cittadini. L’unica cosa certa è l’amore della Sindaca per le zanzare adulte.

Notasi che l’antico post di Luigi Di Maio ex webmaster, presidente della Camera coi voti del PD di Bersani e Letta, ora prodi avversario di Matteo Renzi da Mdp il primo e da Parigi il secondo, si chiudeva poi con l’incosciente invito “metteteci alla prova”, cosa che gli elettori romani hanno fatto tributando un trionfo alla Sindaca delle Funivie rispetto al quale stanno ancora prendendosi a schiaffi ogni volta che passano davanti ad uno specchio.

 

 

 

 

(12 luglio 2017)

 




 

 

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