
di Giancarlo Grassi
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La patetica epopea del PD sta continuand ad angsciare le serate degli italiani che sono costretti a sorbirsi Marco Travaglio in tivù tutte le sere: Pierluigi Bersani sulla scissione ha detto che “No” niente scissine, ma anche che non ppuò garantire niente. Come se non ce ne fossimo accorti già da anni. Il Pierluigi nazional-populista si colloca così nel solco dei D’Alema che gridava “Basta con la politica italiana: vado a Bruxelles” e in quello di Veltroni che diceva: “Basta con la politica, vado in Africa” e sono ancora tutti lì. Tra PD, M5S, Fratelli d’Italia ( a proposito, carina la manifestazione dei trecento sotto quarantadue sigle e mezzo in piazza San Silvestro a Roma del 28 gennaio scorso…) e Lega si stanno smanazzando per vedere di tirar fuori una legge elettorale decente mentre all’interno del primo partito italiano la minoranza del 27% alle primarie che D’Alema converte nel 10% di elettori, perché non produce vino per niente, si scannan con la direzione renziana per marcare il territorio perché così butta. Per la politica che si occupa dell’Italia c’è tempo. Per qulla c’è sempre tempo.
(31 gennaio 2017)
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