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“Giustappunto!”, di Vittorio Lussana: “Sballi amerikani” del terzo tipo

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Vittorio Lussana 02di Vittorio Lussana  twitter@vittoriolussana

 

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In merito all’elezione di ‘Popeye-Donald Trump’ alla carica di presidente degli Stati Uniti, l’analisi più ‘azzeccata’ l’ho ascoltata da Anselma Dell’Olio: in linea generale, gli americani, dopo un ‘ciclo’ di 8 anni, cambiano il Partito a cui affidare le sorti del proprio Paese. “Si chiama alternanza democratica”, ha affermato esplicitamente. Peccato che una simile considerazione sia stata difficile da far digerire ai suoi amici ‘vitelloni’ de ‘il Foglio’, i quali, a suo tempo, sembravano convinti che Silvio Berlusconi ce lo avesse addirittura ‘d’oro’. L’imprenditore milanese che si è fatto da sé “voleva far l’amerikano”. Ma nel suo rifiutare le ‘primarie’ del centrodestra continua a dimostrarsi assolutamente ‘italiano’. Un aggettivo che non indica più una nazionalità, bensì è ormai sinonimo di ‘immobilismo’. Persino il centravanti della nostra rappresentativa calcistica nazionale si chiama Ciro Immobile: più italiani di così, si muore… Riguardo al resto, in questi giorni di delirio per la vittoria di questo rissoso, irascibile, carissimo ‘Braccio di Ferro’, il nuovo ‘fumetto’ uscito dalla fertile ‘matita’ del popolo più ‘giocherellone’ del mondo, fossi nei ‘panni’ di Barack Obama col ‘cavolo’ che gli affiderei la busta coi codici nucleari: al massimo, gli consegnerei una serie di ‘gabbie’ di ‘Tris’ già giocati tra lui e sua moglie Michelle. Oppure, una serie di schemi del ‘Tetris’ sottratti all’Unione sovietica nei primi anni ’80 del secolo scorso. Tanto, cosa volete che ne capisca quello lì? E’ già molto se riesce a ‘far giù’ la ‘O’ col bicchiere. Per fortuna che, secondo i ‘teorici del complotto’, in una base segretissima del Nevada denominata ‘Area 51’ ci sono degli alieni i quali, nel caso ‘Popeye’ si metta a far ‘cazzate’ con l’atomica, sono pronti a scatenargli addosso l’ira funesta della costellazione di Orione. Sia come sia, l’elezione di un personaggio del genere alla Casa Bianca dimostra che Karl Marx si sbagliava quando gli fu chiesto di descrivere, in poche parole, un ricco industriale capitalista: “E’ basso, grasso e con un sigaro in bocca”, disse allora. Oggi scopriamo che la descrizione più corretta, invece, è la seguente: “E’ ricco, pazzo, con un ‘parrucchino’ in testa”.

 

 

 

 

 

 

 

(10 novembre 2016)

 

 

 

 

 

 

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