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Il Governo dovrebbe fare qualcosa di serio, e farlo subito, contro il razzismo e l’odio sociale

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Subito, Sig. Primo Ministro, bisogna muoversi subito: il Governo deve immediatamente fare qualcosa contro il razzismo e la degenerazione dell’odio sociale al quale stiamo assistendo. Non è più un problema di colore politico. E’ una problema che ci distruggerà. Se non viene arginato in fretta. Come e cosa fare? C’è immediatamente un’azione possibile, che potrebbe essere votata dalla stragrande maggioranza del Parlamento, ed è quella di  togliere dall’immunità parlamentare l’istigazione all’odio razzista, xenofobo, omofobo, di genere, in modo che chi la pratica sia immediatamente processabile. Anche se si tratta di un parlamentare. Interventi come quelli di Giovanardi e dei senatori leghisti sulla morte del giovane nigeriano non sono più tollerabili. Cominciare da chi si sente invulnerabile perché lo Stato gli consente di sentirsi tale, Sig. Primo Ministro, sarebbe un ottimo inizio e farebbe bene anche alla relazione tra la politica ed il paese. Sarebbe dire basta ad un primo focolaio di intolleranza diretta all’elettore, e ad uso elettorale. Non pretendiamo che questa proposta sia anche ascoltata, anzi siamo certi che non lo sarà, ma intanto gettiamo l’amo. E staremo a vedere.

 

Non scenderemo nel dettaglio delle dichiarazioni dei soliti noti, né di quelli meno noti, affermiamo soltanto, da questa redazione che convoglia su di sé alcune migliaia di lettori al giorno, non certo milioni, che rendere la politica più civile obbligandola a messaggi più civili che non limitino la libertà di opinione, ma che impediscano di scendere nell’istigazione all’odio, renderebbe automaticamente più civile anche la società. Certo non ci vuole solo coraggio, Sig. Primo Ministro, ci vogliono anche i voti, perché non siamo così scemi da credere che le leggi si facciano da soli grazie ai miracoli di un blog.

 

Qualora fosse possibile attuare la cancellazione dell’istigazione all’odio razzista, xenofobo, omofobo, di genere, dalle azioni che sono sotto la protezione dell’immunità parlamentare, sarebbe poi decente cominciare anche a pensare ad una ri-umanizzazione della classe politica che, non stiamo discutendo di stipendi, deve riprendere il contatto con la realtà: ad esempio quella degli stadi dai quali molti degli animali che insudiciano le strade con il loro camminare, aspettano l’occasione per sfogare il loro odio, provengono. Si cominci a proporre la sospensione dei campionati e se proprio non si vuole arrivare a tanto, si impedisca definitivamente l’entrata allo stadio a tutte le masnade di tifosi violenti, notissimi alle forze dell’ordine, al ministero degli Interni ed anche alle società, praticando quella che troppe volte è stata definitiva “tolleranza zero” a parole, perché anche a Lei, Sig. Primo Ministro, come al Suo ministro dell’Interno, le espressioni altisonanti che rimangono solo espressioni altisonanti, piacciono un po’ troppo. Le società sportive s’incazzeranno dice Lei? Lasci fare. La rabbia è come la vita: passa. Se poi le norme sull’istigazione all’odio razzista, xenofobo, omofobo, di genere, volessero essere applicato anche alla stampa (saremmo felicissimi di essere obbligati dalla legge ad essere morigerati nelle espressioni), senza per questo intaccare la libertà di stampa, saremmo davvero sulla strada di una società che ha un senso. Perché la libertà di espressione e di opinione non può passare sul triturare la carne viva dei nostri simili. Mai.

 

Capiamo, Sig. Primo Ministro, che la faccenda è complicata. Perché le bestie che ammazzano esseri umani in quanto differenti, hanno la loro dimora nel cuore di altre bestie che tutti conosciamo assai bene; bestie che travestite da gentiluomini siedono boriose in un’assise parlamentare e che magari possiedono giornali, o fondano giornali, o appaiono in televisione perché sono amici della o del giornalista di turno, e da quelle sedi si sentono autorizzati a divulgare il loro orribile messaggio animalesco e che hanno, perché un popolo rincretinito glielo ha dato grazie ai mezzucci messi a disposizione dai parlamenti degli ultimi vent’anni, diritto di rappresentanza e di voto al quale non rinunciano per il resto della loro vita, magari con leggi da hoc. Non sarà mai detto con troppa enfasi che un paese civile ha bisogno di politici civili. Rammentiamo come gli Islandesi si sono comportati in momenti di crisi, dato che le cronache sportive di questi ultimi giorni l’Islanda ce l’hanno fatta digerire anche senza bicarbonato.

 

Ecco, Sig. Primo Ministro, questo è ciò che crediamo: che il Governo dovrebbe fare qualcosa di serio, e farlo subito, contro il razzismo e l’odio sociale. Lasciando da parte le parole, le visite ai preti, ed il buonismo che davvero non se ne può più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(7 luglio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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