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HomeDico quello che mi pare...Virginia Raggi, o del fascino perverso del non dire nulla

Virginia Raggi, o del fascino perverso del non dire nulla

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Virginia Raggi 01di Il Capo

 

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La candidata del M5S alla poltrona di Sindaco di Roma, intervistata a Radio24 da Giovanni Minoli, ha dato bell’esempio del grande fascino che il nulla assoluto, detto anche vuoto cosmico, detto anche “onestà”, è capace di esercitare. Raggi non ha detto nulla, in mezz’ora di trasmissione, assolutamente nulla, ma lo ha detto bene. Con bella impostazione vocale da speaker radiofonica di professione, con rispetto apparente di tutto e tutti, ha spesso parlato di suo figlio, ha mostrato considerazione per i suoi avversari e per il Commissario Tronca, e persino per la corruzione di Roma Capitale. Bravissima come un’attrice consumata. Contenuti? Nulla. Come La Zanzara di Cruciani. Tutto preparato perfettamente a tavolino per far finta di. Il controllo di sé, quello della voce, della pronuncia, la risata al momento giusto, l’emozione provocata. Poi di programmi, cose da fare, nemmeno l’ombra. In compenso tanti no, nella perfetta tradizione italiana che governa e legifera per vietare e non per permettere. Raggi ha detto no alle Olimpiadi perché “creano debiti e non servono allo sviluppo”, avesse visitato Barcellona pre e post agone olimpico per impararsi qualcosa; ha detto “sì allo stadio per la Roma, ma anche per la Lazio” perché non si può “scontentare il 50% dei tifosi” che più populista di così… Ha parlato dei quadri dirigenziali di Roma Capitale come se fossero insostituibili pietre preziose, quando sappiamo ciò che i suoi Capi politici dicono di questi funzionari o almeno dicevano, prima che il loro orrido agire politico divenisse cauto per farsi con la poltrona della Capitale; ha ricordato che i Sindaci non fanno le delibere (Minoli le aveva chiesto se una delibera sapeva scriverla), dimenticandosi che qualche volta ci mettono pesantemente le mani, leggi Nogarin. Ha poi affermato che i voti da lei ricevuti via blog vengono da “persone oneste” dimenticandosi di essere parte di un Movimento il cui leader è un condannato. Minoli da parte sua è stato magnanimo, tanti anni in Rai qualcosa insegnano, e non ha nemmeno accennato ai disastri delle altre amministrazioni a 5Stelle, non le ha chiesto conto delle dichiarazioni dei prodi condottieri Grillo&Casaleggio, ha accennato a Torino ed alla candidatura del Movimento nel capoluogo piemontese e lei ha risposto, come se stesse annunciando un brano di Ramazzotti, che la forza politica cui lei appartiene “spera di fare in tempo a renderne noto il nome”, del candidato, prima delle elezioni.

 

Virginia Raggi, o del fascino perverso del non dire nulla, avanza lancia in resta verso il secondo turno alle amministrative romane (dove l’astensione sarà la Grande Vincitrice) e spera che a combattere per la poltrona di Sindaco siano due donne. Una più populista dell’altra. Annamo bbene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(4 aprile 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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