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Ricercatori americani, e chi sennò, con una roba serissima pubblicata sulla rivista scientifca “Language Sciences”, sono giunti alla conclusione che chi è “predisposto alla parolaccia” ed è solito usare un linguaggio che definiremo “colorito” per buona educazione, possiede un vocabolario più ricco e articolato di chi non usa il turpiloquio. Il team di ricercatori guidato dagli psicologi americani Kristin e Timothy Jay, ha chiesto a 49 volontari, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, di dire tutte le parolacce che gli venivano in mente in un minuto e poi, subito dopo, di elencare il maggior numero di nomi di animali possibile, sempre in 60 secondi. Chi aveva pronunciato più parolacce con la maggiore velocità possibile avevano ricordato anche più nomi di animali: questo il risultato finale della ricerca.
Secondo i ricercatori l’esperimento avrebbe dimostrato che chi dice facilmente parolacce sarebbe dotato di una maggiore “scioltezza verbale” e sarebbe in grado di capire sempre il contesto nel quale usare le parole “giuste”, anche se parolacce, indizio che suggerisce, dicono i ricercatori, la presenza di un bagaglio linguistico molto sviluppato.
