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Il Manganello de La karl du Pigné: “Contronatura!”

La Karl Du Pigné 13di La Karl du Pigné  twitter@lakarldupigne

Un interrogativo che mi sono spesso posta è se il genere umano debba essere considerato parte integrante del mondo animale o meno. A leggere le notizie di cronaca nera che quotidianamente invadono giornali e web mi viene da pensare che siamo tra le peggiori specie: uomini che ammazzano le loro compagne con trenta coltellate, donne cha lasciano i loro figli appena nati in un cassonetto o nel bagno di un fast food, padri che uccidono tutta una famiglia, figli piccoli compresi. Comportamenti del genere succedono in quello che noi uomini chiamiamo il regno animale, nelle savane, quando nuovi e potenti maschi di leone sfidano il vecchio capo e lo cacciano, uccidendone la prole senza mezze misure. Oppure quando una madre è costretta ad abbandonare il cucciolo debole e si dedica a quelli che hanno maggiore probabilità di sopravvivere. Questo comportamento, ce lo insegna quella scienza che si chiama etologia, non avrebbe senso nel genere umano, a meno che non ci siano condizioni particolarmente estreme e rare. Eppure le nostre società sono piene di delitti di questo genere.

Ragionare sulla natura e su cosa è pro o contro sembra essere diventato anche il pericoloso passatempo di gruppi e gruppuscoli. Alcuni di questi si armano di un libro e se lo vanno a leggere tutti insieme in una piazza, piantati per terra come i pedoni dello scacchiere di Marostica, in silenzio, perché, povere creature, non vogliono far passare leggi completamente in dissenso con l’ordine naturale delle cose (la famiglia, ad esempio, quella “naturale”, quella delle trenta coltellate, del neonato abbandonato a morire nel cassonetto, del padre omicida). Altri invece se ne vanno, sempre tutti insieme, senza libri ma muniti di bastoni e striscioni inneggianti al sacro suolo italico colonizzato da migliaia di stranieri che addirittura pretendono che i loro figli vadano a scuola con gli italiani.

La controversia su cosa sia naturale o meno è aperta da tempo e investe il regno animale (ci raccontano che siccome nel mondo animale non ci sono comportamenti omosessuali, la singolarità dell omosessualità umana è ascrivibile a una perversione e quindi a una malattia) e naturalmente coinvolge anche settori come la psicologia e la legge. Fini psicologi ancora oggi considerano l’omosessualità una deviazione, una malattia, e si prodigano quindi per salvare dalla perversione e dalla pedofilia ( molti considerano tutti gli omosessuali dei pedofili o potenzialmente tali). Inoltre è sul piano legislativo che si gioca la grande battaglia della richiesta di pari diritti e di uguaglianza per tutte e tutti. Ecco perché i nostri beceri politicanti si danno tanto da fare per raccontarci che agli omosessuali, alle lesbiche, alle persone transessuali loro vogliono così tanto bene che per loro sono pronti dei perfetti interventi legislativi, anche lì sempre un pochino meno pronti e poi non così perfetti. E il matrimonio, troppo sacro, inviolabile e soprattutto possibile per la famiglia “naturale” ma non per le vari forme di famiglia che ormai da anni sono parte integrante della nostra società. Siccome non fa male mai ripetere, e questi somaroni dovrebbere invece ripetere le scuole dell’obbligo e non sedere in Parlamento, gliene dico quattro sgranando il rosario delle cazzate che continuano a passarci e che sono tutte informazioni false e ideologiche.

Ogni tanto leggo di quella omofobia “strisciante” che pervade la nostra società: non date retta, non è strisciante, è galoppante e a busto eretto.

  • L’omosessualità è una malattia. Questa è la grande menzogna sulla quale si innesta tutto il grande chiacchiericcio sull’opportunità di “concedere” leggi di uguaglianza a tutti i cittadini. L’omosessualità non è più una malattia dagli anni Settanta. Nel 1973 la American Psychiatric Association (APA) prese atto dell’assenza di prove scientifiche che giustificassero la precedente catalogazione dell’omosessualità come patologia psichiatrica e la cancellò quindi dal suo elenco delle malattie mentali, il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. Quindi, inutili capoccioni malpensanti, quando ci dite che dobbiamo curarci fate due torti, uno a noi uomini e donne omosessuali e, secondo e altrettanto grave, compiete un’operazione ideologica gravissima, mentendo sapendo di mentire. Vi ci vuole tanto ad accettare e dire che invece si tratta semplicemente di una della tante variabili umane? Imbecilli.
  • Gli animali non sono omosessuali. Bugiardi! Ci sono centinaia e centinaia di animali che si accoppiano fra individui dello stesso sesso e non solo per motivi di dominazione territoriale. Anche i montoni, mica solo i frocissimi fenicotteri rosa. Alcune coppie omosessuali di animali, oltre ai frocissimi testé riportati, vivono in coppia stabile e allevano prole che poi non diventa frocissima ( Toh! Questo succede anche agli umani, checché ne dicano i vari giovanardi, roccella,   e volontè di fortunatamente passata memoria). Una volta si diceva stupide oche,ma a voi politici dico solo stupide, le oche potrebbero aversene a male e loro sono molto più lungimiranti di voi.
  • L’omosessualità è contronatura. Rido per non piangere. Fermo restando il fatto che in molti gruppi l’omosessualità è accettata come un fatto naturalissimo, qui stiamo parlando come al solito della scoperta dell’acqua calda. Le motivazioni che spingono questa caterva di microcefali a diffondere questo grande verbo è spesso di origine religiosa. Se una religione afferma che l’omosessualità è contro natura (e a dire il vero quasi tutte le religioni ne hanno paura) allora essa diventa motivo di disapprovazione, censura se non addirittura punizione. Ma deficienti che non siete altro, contronatura che significa? Nell’accezione comune contronatura (che è una locuzione) dovrebbe essere o rappresentare qualcosa che non esistendo in natura è ad essa avverso e quindi esprime una dicotomia (mica filosofica), tipo come se fosse bene/male, positivo/negativo, bello/brutto. Ma se invece l’omosessualità, come già detto, è una variante umana che esiste anche in natura, vedi fenicotteri, montoni cigni e cernie, di che cosa state parlando? Deficienti, non nel senso di mancanti, ma proprio di idioti.

Ho fatto leggere il mio pezzo alla mia amica lella di Ciampino, ve la ricordate? E’ stata un po’ lì a pensarci poi mi ha guardato e ha detto: “Amò, me sembra de sentì mi madre. Lo sai che me dice a me? “ Vabbè, se le cose uno se le fa a casa sua, alla fine chissenefrega. A me nun me piace, penniente ma che voi io so’ anziana, e ormai de co se n’ho viste così tante che nun me sorprende più gnente. Però me devi spiegà na cosa, du omini li capisco pure, ma du donne, che s’enfilano?”.

Io morta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(1 dicembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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