di Giancarlo Grassi
Sono divertentissimi D’Alema, Bersani & Company, non bastano le primarie dove Renzi vince a mani basse, non bastano le Europee dove Renzi porta il partito al 41%, non appena vedono uno spiraglio aperto – pare che lo vedano solo loro – D’Alema, Bersani & Company si gettano a capofitto e lanciano gli attacchi: prima D’Alema alla festa de l’Unità di Bologna, poi Bersani Smachiamo il Gziaguaro per il quale segretario e premier nella stessa persona non sono compatibili – nel culo alle primarie e a chi ha votato! – e i soliti giochini da partito comunista sovietico, o emiliano che dir si voglia, son molto vicini, e insomma le solite storie dell’unico partito politico del globo che riesce a perdere quando sta vincendo tutto, grazie anche ad alcuni.
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Non ci è dato sapere cosa propongano D’Alema, Bersani & Company, e personalmente non ho aprticolare simpatia per Renzi: noto soltanto una differenza che mentre gli sconfitti del Pd parlano alla pancia della loro corrente tentando golpe interni, Renzi parla – o cerca di parlare – agli italiani che almeno fino a questo momento, rispondono.
Cosa sarà del futuro non mi è dato sapere, nemmeno so se tra cinque minuti sarò ancora in vita, quello che vedo è il vecchiume di un aprtito finalmente ringiovanito, che con le sue trategie suicide non arrivava più in là del 25% che prende a colpi di bazooka il segretario che gli ha fatto guadagnare di colpo 16 punti percentuali.
Parlare di masochismo non mi sembra sufficente. Ribadendo che non ho particolare simpatia per Renzi. E nemmeno per il PD.
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(5 settembre 2014)
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