di Il Capo
La nostra posta elettronica è intasata da comunicati stampa che ci informano sullo stato delle adozioni di animali, cani e gatti, che fan business, e sullo stato dell’abbandono di animali durante l’estate.
Amministrative 2026, Venezia alle destre al primo turno e flop della Lega sotto il 5%. Trionfano De Luca a Salerno e Biffoni a Prato
Venezia va alle destre al primo turno, coi veneziani ai quali evidentemente non è bastato Brugnaro, che eleggono... →
Siamo meno informati sullo stato dell’abbandono degli anziani, su quello dei minori, su ciò che succede nel vasto e sotterraneo mondo del maltrattamento di donne e minori in famiglia e sugli abusi sessuali dei preti.
Siamo ancor meno informati su quello che succede negli orfanotrofi, sulle condizioni dei minori stranieri in affido a comunità e che al compimento del 18esimo anno di etá vengono salutati sbrigativamente e messi sulla strada “e adesso arrangiati”.
Ma quando parliamo di avere adottato [sic] un animale, un gatto o un cane, ci sentiam tanto buoni.
Gli autotrasportatori minacciano tre giorni di sciopero, Salvini si schiera con loro e contro il Ministero dei Trasporti. Che presiede lui
a cura della Redazione Tre giorni di sciopero e il vicepremier Matteo Salvini che ricopre anche la carica... →
Sento un leggero senso di nausea assalirmi mentre ascolto parlare di adozioni di cani e gatti dai beceri canali d’intrattenimento nostrani e confronto poi i discorsi di questi inutili cialtroni con le fredde cronache che paludati conduttori di nomina politica più che professionale offrono nei vari tg (ce ne son tanti!) sui migranti che muoiono affogati o gettati in mare, dopo essere stati accatastati come animali su carrete del mare trasformate in carri bestiame, avere viaggiato senz’acqua e senza nemmeno un posto dove poter evacuare – dai, sì! facciamola in mare! – e senza sapere che cosa li aspetterà una voltasarrivati sull’agognata terraferma.
Ci dan così fastidio queste onde di profughi disperati che fuggono dall’orrore medievale dell’islamismo radicale dell’Isis, dalla guerra in Siria, dalla fame in Afghanistan, dalla povertà secolare dell’Africa. Ci disturba questo dover tornare a cose così terrene come i bisogni umani – quelli degli altri – perché siamo occupati a sentirci buoni adottando [sic] un cucciolo, che ha certo bisogno di attenzioni, ma soprattutto placa il nostro desiderio di sentirci buoni e soprattutto entra a far parte della nostra famiglia.
Insomma, li adottiamo per il nostro benessere, non per il loro.
Mentre gli esseri umani, loro no. Loro reclamano attenzioni umane: sono competitors. Diciamo che rubano il nostro lavoro, come sei qualcuno di noi fosse disposto a fare i lavoracci che questi poveracci accettano con paghe da fame, invece di andare a fare la fila per giorni, settimane e mesi per riuscire ad entrare in uno dei tanti reality show che sono diventati il sogno italiota per eccellenza, mentre un cagnolino od un gattino (chi scrive ha una gatta, ha sempre avuto gatti ed avrà gatti fino alla sua morte) non ci costringono ad uscire da noi stessi, perché entrano in noi stessi, nel nostro nucleo famigliare ed affettivo.
Al contrario di quei disperati che ci ricordano l’instabilità cui la vita ci sottopone con viste di povertà e disperazione che proprio non possiamo sopportare. Impegnati come siamo a trovare il cibo al vapore che faccia il piacere dei nostri amici animali…
(7 luglio 2014)
©gaiaitalia.com 2014 diritti riservati riproduzione vietata
