di Daniele Santi
Enrico Letta, immobile presidente del Consiglio dall’inguaribile ottimismo, ha fatto sapere mentre decantava le doti del suo governo in giro per i paesi del Golfo, invitando i vari dittatori dell’area ad investire in Italia, noto paese del Bengodi, che l’Italia deve essere presente a Sochi 2014 per curare le sue pubbliche relazioni in vista della candidatura di Roma del 2024 e per protestare [sic] contro le leggi antigay.
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E noi dovremmo credergli dato che non protesta contro l’omofobia in Italia?
Considerando che Merkel non sarà presente, che Obama nemmeno, per non parlare di Cameron e di alcuni altri capi di Stato di un certo peso, ci chiediamo se partecipare alle Olimpiadi dell’odio e del disprezzo dei Diritti Umani sia da considerarsi come una buona ambasciata in vista della futura candidatura della Capitale.
Ma sappiamo che l’inguaribile ottimismo di Enrico Letta può molto: può anche tentare di far credere che siam fuori dalla crisi (o fuori dai coglioni?), che l’Italia sia il paese perfetto per investire, che sia un paese dove tutti sono benvenuti e non invece uno dove l’intolleranza è spaventosa.
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Enrico Letta può molte cose, ci chiediamo come mai, date le sue qualità, ci riempia ancora le orecchie con le sue stupidaggini.
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