di Lorenza Morello

E ci hanno convinto che difendersi sia di destra.
Vi racconto una storia che dovrebbe far riflettere tutti, a prescindere da come avete votato al referendum.
Grinzane Cavour, 28 aprile 2021. Nella gioielleria di famiglia ci sono Mario Roggero, 72 anni, sua moglie e sua figlia. Entrano in tre a volto coperto. È la quinta rapina violenta che subisce nello stesso negozio. Sua moglie viene picchiata, minacciata con una pistola. Scappano. Lui prende l’arma, esce e non la vede più in negozio. Il suo primo pensiero, umano, è uno solo: gliel’hanno portata via. L’hanno sequestrata.
Spara. Due morti, un ferito. Condanna in appello a Torino: 14 anni e 10 mesi per duplice omicidio. Legittima difesa negata.
Da giurista vi dico: tecnicamente la sentenza sta in piedi. L’art. 52 del codice penale vuole il pericolo attuale. Se i rapinatori fuggono, il pericolo per la Corte non è più attuale. Diventa eccesso di difesa, art. 55, che in aula si trasforma in dolo eventuale. Ma è una norma scritta per le aule, non per la vita reale. Che lucidità chiediamo a un uomo di 72 anni che ha appena visto la moglie a terra, alla quinta rapina?
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E qui arrivano due ipocrisie enormi.
1. La sicurezza non è di destra né di sinistra. È un diritto pre-giuridico. Senza sicurezza non c’è libertà d’impresa, non c’è inviolabilità del domicilio, non c’è libertà personale. Abbiamo trasformato un bisogno di tutti in una bandierina da tifoseria.
2. La riforma della giustizia per cui abbiamo votato a marzo non c’entra nulla. Separazione delle carriere, due CSM, Alta Corte disciplinare. Non una riga sull’art. 52, non una riga sulla legittima difesa domiciliare, non una riga sulla proporzione delle pene. Non avrebbe salvato Roggero di un giorno.
3. Il derby della grazia. Il 18 febbraio 2026 il Presidente Mattarella, su proposta favorevole del Ministro Nordio, ha concesso la grazia a Nicole Minetti per gravi motivi familiari. Motivo umanitario, legittimissimo.
A luglio 2026, quando Nordio avvia l’istruttoria per la grazia a Roggero, il Quirinale lo stoppa: la grazia spetta solo al Presidente della Repubblica.
Nessuno contesta la clemenza in sé. Si contesta il metro. Agli occhi della gente il sistema sa essere umano e comprensivo verso chi viene dal potere, e diventa granitico e formalista verso chi ha subito cinque rapine e ha visto la moglie picchiata.
La percezione è devastante: 14 anni a un artigiano di 72 anni che pensava gli avessero rapito la moglie, e 5 anni, come leggiamo nelle cronache, a chi stupra e mette incinta una bambina di 10 anni.
Chiamatela come volete. Ma non chiamatela proporzione.
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(18 luglio 2026)
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