- 28 giugno 2026 ore 21.15
Mentre la terra continua a tremare, prevalentemente di notte, e uno stati inesistente e allo sbando lascia i venezuelani preda degli eventi, il numero delle vittime continua a salire: 1.450 morti, 3.238 feriti, le scosse di assestamento hanno raggiunto il numero di 432 (numero citato dl Corriere), ma c’è un aspetto agghiacciante della devastazione sismica: i dispersi sono decine di migliaia qualcuno dice oltre cinquantamila. Si tratta di cinquantamila sepolti vivi di cui il Venezuela del governo ad interim della presidente filo-Trump non è in grado di occuparsi. Lo diceva un sopravvissuto che scavava a mani nude tra le macerie: “No hay nadie que nos ayude, estamos solos” (nessuno ci aiuta, siamo soli). Case pericolanti continuano ad essere evacuate, palazzi continuano a crollare, appaiono nuove cicatrici sui muri che prima non c’erano. C’è chi si è rifugiato a Plaza Venezuela, lì c’è un grande campo e si piantano tende. Da soli. Il governo non ha tempo. O non sa cosa fare, che è peggio. Ma c’è sempre una speranza: un bambino di 11 anni è stato salvato dopo tre giorni. C’è sempre speranza.
- 26 giugno 2026 ore 9.15
Si aggrava di ora in ora il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela con due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5, nella notte tra mercoledì e giovedì, a quaranta secondi di distanza l’una dall’altra. Sono 235 le vittime accertate, i feriti sono oltre 4.300, mentre più di 42mila persone risultano ancora disperse – è come se di colpo di una cittadina come Faenza non ci fossero più notizie. I soccorritori continuano a scavare tra le macerie di Caracas e dello Stato di La Guaira, una delle aree più colpite, alla ricerca di possibili superstiti. Tra le vittime un italiano del quale la Farnesina ha confermato la morte mentre proseguono le verifiche sulle segnalazioni di italiani irreperibili.
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Anche la Spagna lamenta vittime. Il ministero degli Affari Esteri riferisce di due cittadini spagnoli che hanno perso la vita e ha elevato a 80 il numero dei dispersi spagnoli. In Venezuela, ha ricordato il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, vivono circa 150.000 spagnoli, come riferito da RTVE.
- 25 giugno 2026 ore 8.45
Due violentissime scosse attorno alla mezzanotte ora italiana, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno seminato il panico nel nord del paese sudamericano. Il primo bilancio è drammatico: 188 morti, oltre 1500 feriti, ma ciò che sconvolge sono gli oltre 35mila dispersi denunciati dalle autorità dei quali non si hanno notizie. Le due scosse telluriche si sono succedute nel giro di 40 secondi seminando distruzione e crolli.
La presidente ad interim Rodriguez ha prontamente dichiarato lo stato d’emergenza mentre è rientrato l’allarme tsunami per Puerto Rico dichiarato in un primo tempo. La zona non è raggiungibili via telefono, le linee telefoniche sono saltate. Non ci sono notizie di italiani coinvolti, ma sono numerosissimi i nostri connazionali che vivono in Venezuela e la Farnesina è al lavoro.
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(28 giugno 2026)
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