La base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno è stata attaccata con droni nella tarda serata dell’11 marzo a poche ore dalla dichiarazione della presidente del Consiglio che diceva “l’Italia non è in guerra”. E meno male. Difficile pensare che i droni siano caduti lì per caso. O che abbiano perso la rotta. Chi li ha lanciati voleva colpire l’Italia a significare che nella testa di chi ha colpito l’Italia, il nostro paese è un obbiettivo di guerra, ergo l’Italia è in guerra. Nonostante Meloni e Tajani e le loro dichiarazioni sempre più povere e sempre meno veritiere.
In pieno panico da referendum il TG5 delle 8 dedica due parole all’attacco, per prendersela con Gratteri e illuminarci con nuove dichiarazioni di Nordio, cose che servono a una democrazia e che vengono per importanza subito dopo la descrizione di uno spritz ben fatto.
Malagò eletto presidente federale con quasi il 70% dei voti
Giovanni Malagò è il nuovo presidente federale, ha battuto Abete con il 68,58% dei voti. L’ex presidente del... →
I droni contro l’Italia che “non è in guerra” attorno alle 23.00 all’interno di Camp Singara centrando l’area del bar-ristorante della base, che i militari conoscono come “Il Fortino”. La potente esplosione ha provocato un incendio “che ha coinvolto almeno due automezzi, ma non risultano feriti tra il personale italiano”, come scrive Repubblica.
Tra ponti e pontiere la politica italiana non si sente molto bene
di Giovanna Di Rosa Cento ne dicono e nemmeno una ne fanno. A meno che non convenga loro.... →
(12 marzo 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
